Facebook ripensa la pubblicità e si allea con Bing

Facebook abbandona gli annunci pubblicitari attraverso i tradizionali banner: punta, piuttosto, al display advertising adattato ai social network. Il pubblico preferisce un design più ricco che spesso mostra la partecipazione di altre persone attraverso un annuncio, un sondaggio, una dichiarazione. Per esempio, le campagne sottoscritte dagli utenti della propria rete sociale online. Gli utenti sembrano richiedere una sorta di continuità grafica tra spazi sociali (per condividere immagini, video, aggiornamenti di status) e spazi per i messaggi promozionali. Continua, quindi, la ricerca di un modello di business per l’evoluzione della piattaforma tecnologica fondata dall’ex studente di Harvard Mark Zuckerberg. Anche se gli investitori di Facebook non sembrano avere fretta: non è prevista per il 2010 la quotazione in borsa con una ipo (initial public offering). Nel 2009, comunque, Facebook ha raggiunto ricavi per 300 milioni di dollari: negli Stati Uniti è il secondo social network più redditizio dopo MySpace.
Ma la svolta di Facebook riguarda anche la ricerca su Internet: l’azienda ha stretto infatti un accordo con Bing. Di recente gli utenti del social network hanno toccato quota 400 milioni, un quarto dei navigatori nel mondo. E’ un pubblico che può aiutare il motore di ricerca della Microsoft (l’azienda ha investito 240 milioni di dollari nel social network) nella sua sfida a Google. Bing ha anche un accordo con twitter per mostrare i messaggi dei microblog in tempo reale e sviluppare altri sistemi per valorizzare le informazioni caricate dai 70 milioni di utenti del servizio. Da pochi giorni Google ha reso pubblica la social search (rilasciata l’anno scorso nella versione sperimentale dei Google Labs): evidenzia la rete sociale degli utenti, attraverso le sottoscrizioni a twitter e altri servizi web. In particolare, classifica i risultati per ogni nome cercato all’interno di blog, forum, immagini e video online.
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Augmented reality: the next generation
Un’approfondita analisi di Ciara Byrne di Venture Beat sullo stato dei software mobile di Augmented Reality. L’articolo considera i problemi che finora hanno minato l’affidabilità di queste applicazioni, primo fra tutti quello della scarsa precisione dei GPS e delle bussole sugli smartphone, per poi presentare le soluzioni che sono state sviluppate in questi mesi e le novità previste in questo settore per il 2010.
Un post dal blog ufficiale di Google, che annuncia l’uscita dalla beta e la disponibilità per tutti della funzione “Social search”, che permette di visualizzare nei risultati di ricerca anche le pagine che gli amici e i contatti online (rigorosamente su piattaforma Google Profile) considerano più rilevanti per la stessa query.
Big Myths of Social Media Marketing
Scott Bishop, su Real Time Marketer, elenca i 5 miti del social media marketing, visto ancora troppo spesso dalle aziende come un modo veloce ed economico di aumentare i profitti, con l’illusione di poter fare a meno di una pianificazione strategica ben precisa.
Mobile Internet Market to Eclipse Desktop Internet
In questo post sul suo blog, Brian Solis presenta una serie di dati e statistiche tratti da report della Morgan Stanley che dimostrano come, secondo lui, il mercato mobile di Internet sia destinato a soppiantare quello della fruizione tradizionale della Rete da postazione fissa.
La settimana scorsa l’Economist ha pubblicato un report sul social networking, presentando una panoramica delle reti sociali più popolari e analizzandone gli usi più comuni nella società. In questo post del blog ufficiale potete consultare un estratto del report completo, scaricabile in formato pdf qui.
Cinque previsioni per i social media nelle imprese

Blog e social network nelle imprese: proseguono le sperimentazioni delle aziende per capire in che modo possono entrare nei processi produttivi. Di recente Gartner ha pubblicato alcune indicazioni sulle tendenze dei prossimi cinque anni. Secondo la società d’analisi, entro il 2012 la metà delle aziende userà i social media per scopi professionali: l’attività su Facebook e twitter verrà integrata nelle comunicazioni abituali, come la posta elettronica. Ma lo spazio dei social network unisce aspetti privati (come le email) e pubblici. Eppure, continua Gartner, le soluzioni sviluppate all’interno delle aziende saranno adottate dal 5% degli utenti: il valore dei social media, sembra sottolineare il report, è nell’apertura dei flussi di informazione all’esterno (soprattutto per piccole e medie imprese, un microblog interno in genere non ha senso). A guidare le scelte per l’innovazione saranno le finalità economiche, non i fornitori di tecnologie: nel 2012 avrà successo il 50% delle iniziative per i social media lanciate dalle imprese, mentre sarà destinato al fallimento il 70% delle piattaforme generiche preconfezionate. Tocca quindi alle aziende sviluppare le capacità (interne o in outsorcing) per comprendere come esprimersi attraverso i social media.
Entro il 2014, inoltre, l’ingresso delle nuove generazioni (nativi digitali) nelle aziende sarà più consistente: per il 20% degli utenti business la comunicazione attraverso social network sostituirà l’invio di email: già adesso molte reti sociali online (come Facebook) includono servizi di instant messaging, blogging e di posta elettronica interna. Tra cinque anni, nel 2015, Gartner prevede un passo ulteriore che supera l’utilizzo dei social media così come sono ora: le aziende si affideranno abitualmente a sistemi automatici di social network analysis per descrivere la loro organizzazione e incrementare l’efficienza. Accanto alla struttura formale dell’impresa, quindi, saranno monitorate le dinamiche informali di comunicazione tra dipendenti, clienti, fornitori e altri attori dell’ambiente economico. Nel 2015, inoltre, è previsto anche un cambiamento radicale nel rapporto tra l’uso delle tecnologie in ufficio e in mobilità: sarà il design delle applicazioni sviluppato per smarthphone, netbook e ereader a influenzare il 70% dei software collaborativi impiegati da postazioni fisse.
(Photo credits: cambodia4kidsorg by Flickr)
Sfida tra Apple e Amazon sulle librerie online
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Il braccio di ferro tra Amazon e l’editore Macmillan si è concluso. E questa volta la libreria online che gestisce il Kindle ha perso: finora i libri erano venduti sull’ereader alla metà del prezzo di copertina. Una scelta vantaggiosa per i lettori e per Amazon. Ma non per gli editori. Dopo il lancio dell’iPad di Apple a San Francisco, però, la competizione tra le due piattaforme (Kindle e l’ereader di Steve Jobs) si fa sentire. Nel weekend Amazon aveva ritirato i libri di Macmillan da Kindle (non è la prima volta che accade: già in passato erano scomparsi alcuni ebook per incertezze sul diritto d’autore). Poi Jeff Bezos, fondatore della libreria online, ha deciso di arrendersi (non senza inviare un comunicato ai clienti per esprimere il rammarico a causa dell’aumento dei prezzi per gli ebook): Macmillan, adesso, può stabilire quanto far pagare i suoi libri digitali (il costo non sarà superiore ai 15 dollari). Nelle prossime settimane altri editori potrebbero richiedere un cambiamento nella policy finora adottata da Amazon. L’arrivo di iPad sul mercato è previsto tra meno di due mesi: il suo ingresso in campo può modificare gli equilibri in un mercato che finora ha visto il successo di Kindle. Durante la presentazione a San Francisco, Steve Jobs non ha esitato a definirlo “magico e rivoluzionario”. Ha evidenziato soprattutto come iPad sia adatto a vedere filmati e possa offrire ai suoi utenti una connessione wireless. La batteria non supera le dieci ore. Gli ebook saranno pubblicati in formato epub: è uno standard aperto che permette di trasferire i libri digitali su diversi dispositivi. La mossa di Apple è stata seguita con attenzione da altre multinazionali che hanno lanciato i loro ereader di recente. Secondo il listino pubblicato da T-mobile (l’operatore telefonico tedesco presente anche negli Stati Uniti) la versione di iPad da 16 Gigabyte con la connettività wifi costerà 499 euro (negli Usa il prezzo è di 499 dollari).
(photo credits: Apple.com)
10 infografiche sui social media
Sarah Chong, su Penn Olson.com, segnala 10 infografiche molto interessanti sui social media. Dall’utilizzo di questi strumenti nelle aziende alla diffusione dei principali social network nel mondo, dal funzionamento di Twitter a un focus sulla realtà cinese, questi grafici illustrano in modo user-friendly dati e informazioni che evidenziano la crescita e la sempre maggiore importanza dei social media nella società di oggi. 
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5 Ways Foursquare is Changing the World
In questo post su Mashable Jennifer Van Grove presenta cinque possibili modi attraverso cui Foursquare, il noto location based game, sta cambiando il mondo. Secondo la Van Grove, infatti, questo gioco sta creando una vera e propria moneta di scambio per ottenere beni o servizi attraverso il meccanismo dei check-in e sta conferendo alle attività sociali, tipiche del web 2.0, una dimensione ludica del tutto nuova legata alla localizzazione dell’utente.
The Maturation of Social Media ROI
Brian Solis fa il punto sulla tematica del ROI applicato alle attività delle aziende sui social media, attraverso la presentazione di ricerche e studi di settore relativi all’anno 2009, di case studies di successo (primo fra tutti quello dell’utilizzo di Twitter da parte di Dell) e proponendo le sue previsioni per il 2010.
12 Surprising Things Holding Back Online Video Advertising
Un interessante post di Ashkan Karbasfrooshan su TechCrunch, in cui viene analizzato in maniera approfondita il settore dell’online video advertising. In questo articolo, Karbasfrooshan presenta 12 fattori che stanno rallentando in maniera considerevole la possibilità di monetizzare i contenuti video in Rete.
5 Signs Your Company is Not Ready for Social Media
A quasi un anno di distanza dalla pubblicazione di questo post di Robert Scoble, Mia Dand riprende il tema del rapporto tra aziende e social media, elencando cinque segnali inequivocabili in grado di fare capire se un’impresa è pronta a instaurare un rapporto trasparente con i propri clienti e prospect attraverso l’utilizzo di questi strumenti online.
3 Reasons Why Social Media is Killing Search
Tac Anderson, sul blog New Comm Biz, elenca 3 ragioni per cui i social media stanno cominciando a minacciare il business del search online. Questi fattori sono ben rappresentati dalla sempre maggiore importanza delle “social raccomandations” e dalla mancanza di innovazione nel campo delle tecnologie legate ai motori di ricerca.
Facebook, l’accesso in mobilità è aumentato del 600% nel 2009

Cresce l’accesso a Facebook da cellulare: le visite al social network sono aumentate di sei volte nel 2009. Confermando la tendenza dell’uso in mobilità delle piattaforme online. Sono rilevazioni raccolte attraverso i dati di Opera Mini, un browser per telefonini diffuso soprattutto nell’Europa orientale. E, infatti, l’accelerazione di Facebook ha strappato il primato per l’accesso da smartphone a Vkontakte, la rete sociale online più frequentata in Russia. Secondo le ultime statistiche rilasciate dalla rete sociale online fondata da Mark Zuckerberg, gli utenti che accedono al loro profilo personale in mobilità sono 65 milioni. Una cifra destinata a crescere nei paesi sviluppati e nelle nazioni emergenti: in Kenya, per esempio, Facebook è la prima destinazione per chi naviga su internet da cellulare. Ma l’aumento monitorato attraverso le statistiche di Opera Mini riguarda anche twitter, con un incremento del 2800% nel 2009. Nei commenti a un articolo di Techcrunch che segnala la notizia, un utente osserva che “è sempre facile crescere da una base più piccola”.
Ma il social network più grande del mondo riserva altre sorprese: le applicazioni per leggere gli aggiornamenti di Facebook sono tra le prime dieci più scaricate nei principali negozi online (per le piattaforme di Apple, Blackberry, Google, Nokia). In altri casi, osserva la società di analisi olandese Distimo, il successo dipende dalla vetrina online e dagli utenti degli smartphone. In particolare, l’applicazione per entrare sulla pagina personale è in assoluto la più scaricata sul Nokia Ovi Store.
La diffusione e l’abitudine a connettersi a internet dai cellulari potrebbe rendere Facebook una vera e propria porta di accesso al web in mobilità. Che può aprire differenti opportunità, a partire dalle transazioni online. Di recente il social network ha dimostrato la capacità di trasformarsi rapidamente in una piattaforma per raccogliere denaro: dopo il terremoto di Haiti, Zynga (l’azienda che ha progettato Farmville) ha chiesto ai giocatori donazioni per i sopravvissuti al sisma. Le cifre sono state versate attraverso carte di credito o prepagate. Dai 70 milioni di utenti nel mondo di Farmville sono arrivati contributi per 1,5 milioni di dollari.
(photo credits: luc legay)
Egovernment, Usa e Gran Bretagna scommettono sulle applicazioni

Le banche dati delle istituzioni britanniche sono online: il progetto è stato seguito da Tim Berners Lee, inventore del World Wide Web quando era ricercatore al Cern di Ginevra. Il sito è Data.gov.uk: l’obiettivo è di permettere agli sviluppatori di integrare le informazioni in siti web e applicazioni. Significativo lo slogan “Unlocking innovation. Working with Uk public”: è un esperimento di open innovation alimentato dal crowdsourcing, dalla collaborazione del pubblico per scoprire idee e diffonderle. Tra i primi a cogliere l’opportunità, un portale che invia email nel caso in cui un vicino abbia presentato una domanda per costruire (PlannigAlerts) e un sistema per consentire alle persone di segnalare buche sulle strade (FillThatHole). E’ un primo passo per una nuova generazione di applicazioni, sulla scia del modello Apple Store: con l’iPhone, infatti, i software progettati dagli sviluppatori valorizzano informazioni “implicite” (per esempio, la georeferenziazione), dati immessi dagli utenti (come le opinioni e i consigli), oppure archivi (musica, testi, video, fruiti in differenti modalità). Attraverso la cooperazione con la sua community, l’AppStore è diventato un successo globale. Amazon ne ha seguito l’esempio e ha dichiarato che sta lavorando al suo negozio per le applicazioni online, a pochi giorni dal lancio del tablet di Apple (definito da Steve Jobs, fondatore dell’azienda di Cupertino, “la cosa più importante che abbia fatto”) L’iniziativa proposta da Tim Berners Lee diventa un tassello di un ecosistema aperto che cresce grazie alla disponibilità di dati in pubblico dominio. Modificando, in questo caso, il rapporto con i cittadini che possono accedere a un’ampia gamma di informazioni. Berners Lee ha sperimentato per sei mesi il sito. Il giorno successivo all’annuncio del governo inglese, è scesa in campo anche la Casa Bianca: in seguito alla direttiva Open government emanata dall’amministrazione Obama, sono stati pubblicati mille dataset su sito Data.gov. E altri si aggiungeranno alla libreria online.
(phote credits: campuspartymexico by Flickr)
5 links #12
Cinque notizie interessanti pubblicate sul web durante la scorsa settimana.
Twitter and Foursquare Become the New Loyalty Program at Tasti D-Lite
Tasti D-Lite, una popolare gelateria di New York, ha deciso di puntare sulla crescita esponenziale di Foursquare per la propria promozione, abbinando il celebre location based game all’utilizzo di Twitter. Tramite la membership card gli utenti potranno infatti segnalare il check in su Foursquare e aggiornare lo status di Twitter segnalando la loro posizione ai propri follower.
10 Gorgeous Social Media Infographics
Dieci infografiche sulle dinamiche e i processi riguardanti i social media: dalla “vita di un tweet” a “come costruire un’impresa con i media sociali”.
34 Interesting Facebook Statistics And Facts
Una raccolta di statistiche riguardanti le attività svolte giornalmente su Facebook, basate sui dati diffusi direttamente dall’azienda di Mark Zuckerberg. Utile per capire quali sono le tendenze e le pratiche di utilizzo più comuni sul social network più popolare del momento.
Businesses Need to Formalize Their Social Media Policies
Secondo uno studio promosso da Cisco, l’utilizzo dei social media da parte delle aziende rappresenta un trend in continua crescita. Attualmente però non esiste ancora uno standard comune di utilizzo, una social media policy che possa stabilire i procedimenti e le persone coinvolte nel processo di comunicazione attraverso questi strumenti.
The top ten Twitter statistics and analytics tools
In questo articolo per Social Media Today, Chris Norton fornisce un prezioso elenco di servizi per il tracking e il monitoraggio delle campagne marketing su Twitter.
Social media, i vantaggi per le pmi
Social network, blog, twitter sono spazi per la conversazione su Internet. Canali per la diffusione e la raccolta (crowdsourcing) capillare sul territorio di idee, iniziative, opinioni: in questo senso, sono piattaforme bidirezionali che accelerano la circolazione di conoscenza. Ma quali sono le opportunità scoperte dalle piccole e medie imprese? Brian Solis sul suo blog cita un sondaggio di Ad-ology (Small business markets forecasts 2010) che evidenzia valutazioni positive per alcuni impieghi dei social media: aggiornamento (45%), monitoraggio delle discussioni online sull’azienda (44%), sviluppo di iniziative (40%), intelligenza competitiva (43%), miglioramento della customer experience (41%), risoluzione dei problemi (33%), scoperta di nuovi fornitori/clienti (38%), assunzione di nuovi impiegati (27%), controlli di background (27%).
In particolare, tra i social network, le piccole e medie imprese ritengono utile Facebook (33%), LinkedIn (21%), twitter (19%), MySpace (17%). La conversazione online tra pmi e pubblico è un momento di attenzione reciproca: le piattaforme sul web diventano salotti per comprendere le esigenze e scegliere. É una modalità di comunicazione orizzontale, dove fiducia e trasparenza contano molto. I social network online, infatti, rappresentano una continuazione della vita quotidiana: casa, ufficio, divertimento.
Uno dei più recenti strumenti per la comunicazione online sono le liste di twitter: sono canali per raggruppare utenti della piattaforma di microblogging. Come utilizzarle? Il blog Social media today (che ha progettato le twitter list per Fortune) evidenzia alcuni impieghi. Per esempio, possono diventare utili per segnalare e seguire esperti: costituiscono, in questo modo, una raccolta di punti di vista autorevoli. Sono inoltre utili per il social media monitoring: conoscere le opinioni del pubblico su Internet (attività che, come ha mostrato il sondaggio di Ad-ology, le pmi ritengono molto utile). Ma le liste di twitter sono anche un canale importante per il monitoraggio delle notizie e per riunire i dipendenti. Nel settore non profit, inoltre, possono diventare una vetrina per raccogliere contributi (data la crescente globalizzazione degli interventi umanitari e la scarsità di fonti disponibili sul territorio).



