La Croazia negli ultimi anni sta avendo un enorme successo in merito al numero di turisti provenienti da ogni parte del mondo e che decidono di trascorrere qui le proprie vacanze estive. Questo perché si stanno scoprendo piano piano isole e luoghi (ma anche alcune isolette segrete) che hanno un fascino davvero unico e originale.
In questo articolo vediamo di conoscere più nel dettaglio tutte le isole presenti nel territorio della Croazia, alcune più conosciute e altre meno e che in pochi conoscono.

  1. Lokrum 

Situata in linea d’aria di fronte alla splendida Dubrovnik, l’isola di Lokrum è totalmente disabitata e sede di un parco naturalistico: qui la natura e la fauna giocano un ruolo dominante, unico punto di attrazione “architettonica” è una chiesa che è stata fortemente voluta da Riccardo Cuor di Leone in seguito ad un naufragio nel quale è riuscito a salvarsi proprio riparandosi in quest’isola. Il mare che costeggia l’isola è dedicato alla natura e alla vegetazione, per questo si può decidere di visitare l’isola con una piccola barca, immergendosi nelle acque più blu e godendo degli spettacoli che la natura ha da offrirci.

  1. Isola Lunga

Anche quest’isola è ricca di vegetazione ed è disabitata. È circondata da numerose isole e isolotti, anche se è una delle zone meno turistiche e conosciute della Croazia.

  1. Isole Elafiti

Un piccolo arcipelago che comprende le isole di Lopud, Sipan, Kolocep, Jakljan e Olip. La loro posizione è in linea d’aria di fronte alla bellissima città di Dubrovnik. L’ideale sarebbe un fantastico giro in barca per visitare, una per una, tutte queste splendide isolette.

  1. Kornati

Un insieme di moltissime isole e isolotti, un luogo dove rilassarsi ascoltando solamente il rumore del mare e della natura. Qui l’acqua assume colori e sfumature davvero indimenticabili, dando alla tua vacanza un tocco davvero magico.

  1. Rab

Anche l’isola di Rab vale davvero la pena visitare se ci si trova in vacanza in Croazia. Nella parte più a sud il paesaggio è paragonabile a quello lunare, mentre nella parte più a nord domina di nuovo la natura e la vegetazione. In quest’isola sono presenti numerose spiagge di sabbia, ideale quindi per i bambini.

  1. Pag

Per ultima, ma non di certo per ordine di importanza, troviamo l’isola di Pag. Considerata da qualche anno una delle mete più ambite specialmente dai giovani ragazzi, Pag conserva un fascino personale da lasciare davvero senza parole. Le bellezze che sono presenti in questo territorio sono molteplici e si adattano perfettamente a qualsiasi tipologia di vacanza: dalle spiagge più o meno affollate, al mare incantevole, agli aperitivi sulla spiaggia al tramonto fino alle discoteche più ambite dove ballare per tutta la notte.


Queste sono ovviamente solo alcune tra le isole più belle della Croazia, alcune più conosciute e altre meno, ma che vale davvero la pena visitare se ci si reca in vacanza nella splendida Croazia. Se volete raggiungere la Croazia in traghetto, potete prenotare dal sito ufficiotraghetti.it e poi visitare queste isole in barca: il mare, la natura, il divertimento e molto altro ancora ti aspettano in questi luoghi davvero magici!



Le macchine utensili sono molto importanti nelle industrie moderne. La definizione di macchina utensile è una macchina atta a trasformare un oggetto in qualsiasi altro tipo di utensile, normalmente utilizzando un moto rotativo o di altro tipo. Ma vediamo alcune informazioni generali e a cosa servano le macchine utensili.

Tipi di macchine utensili

Questo tipo di macchine si trovano di solito nelle industrie del settore meccanico, elettronico o automotive. La macchina utensile ha di solito tre moti:
  • moto di lavoro: il moto relativo con cui si muove l'utensile lavorando il pezzo.
  • moto di alimentazione o di avanzamento: moto che permette alla macchina di lavorare il pezzo, di solito trasmesso mediante una testa motrice;
  • moto di appostamento: moto che determina la quantità di materiale asportato durante la lavorazione, o profondità di passata.
In base alle tipologie di moti, vi sono molti tipi di macchine utensili, che possono essere classificati in diverse classi:
  • macchine utensili a moto circolare uniforme (trapano, fresalesatrice, tornio);
  • macchine utensili a moto rettilineo alternato (rettifica per piani, piallatrice, limatrice, stozzatrice);
  • macchine utensili a moto speciale (mola, brocciatrice);
  • macchine utensili a moto circolare variabile (ultimi modelli macchine utensili).
Un’altra classificazione si basa al movimento dell’utensile:

Macchine a utensile mobile: dove è l’utensile a muoversi

Macchine a utensile fisso o pezzo mobile: in cui è il pezzo a muoversi sulla macchina e non viceversa, quindi il moto viene trasmesso dal pezzo alla macchina e non dalla macchina al pezzo.
Una delle macchine utensili più utilizzate sono le macchine a controllo numerico. Vediamo nel dettaglio cosa sono.

Macchine utensili a controllo numerico

La macchina utensile ha un’incastellatura che sostiene i vari organi del moto, la testa motrice, l’albero e il mandrino, che lavora la testa utensile. La macchina è controllata da un operatore che imposta i dati di lavoro della macchina, ovviamente in base al progetto e al ciclo di lavorazione richiesto.

La velocità richiesta dalle lavorazioni attuali è molto elevata, quindi al momento viene richiesta una certa velocità produttiva, che ha fatto sì che fossero introdotte le macchine a controllo numerico.

L’automatizzazione dei processi fa sì che vi sia una notevole riduzione dei costi e un aumento della velocità di produzione.

La flessibilità produttiva è diventata molto importante per le imprese che si propongono di adattare la macchina alle esigenze dei prodotti.

L’introduzione del controllo numerico consente di controllare in maniera automatica, flessibile e precisa una lavorazione, scritta in opportuno linguaggio di programmazione.

Il fatto di poter usare una sola macchina dà un vantaggio innumerevole sia in termini di costi che di velocità di lavorazione dei prodotti. Le tecniche di prototipazione rapida danno quindi un vantaggio in termini sia costruttivi che di progetto, in quanto le nuove stampanti 3D permettono di ottenere prodotti che possono essere poi realizzati in larga scala.

Nel centro di lavoro (machining center) è presente un magazzino utensili che permette di effettuare molteplici operazioni sul pezzo. La molteplicità di lavorazioni che si possono eseguire con tali macchine richiedono che il mandrino si possa cambiare automaticamente. Questa operazione si definisce presetting, ovvero il riconoscimento automatico della testa di lavorazione in base alla tecnologia che va utilizzata.

Macchine utensili e prezzi

Per la complessità produttiva delle macchine utensili e per le enormi possibilità di lavorazione il costo è molto elevato. Di solito si parla di un prezzo intorno alle migliaia di euro. Si parte dalle cinquecento euro per un semplice tornio fino a quindicimila euro per le macchine a controllo numerico. Diciamo che la varietà di prezzi è enorme, perché tutto dipende dalle prestazioni lavorative che si vogliono ottenere.

A cosa servono e come funzionano le macchine utensili: analizziamo le principali tipologie

Prima di passare ad una classificazione delle principali macchine utensili che è possibile trovare sul mercato, è opportuno identificarle con una definizione ben precisa. Per macchina utensile si intende qualsiasi macchina utilizzata in ambito industriale per la lavorazione di particolari materiali, mediante l’asportazione di trucioli, cioè del materiale in eccesso. Sono attrezzature che, avvalendosi del lavoro di speciali utensili, permettono di modificare forma e dimensione di qualsiasi oggetto, indipendentemente dal materiale di cui son fatti.

Per definire una precisa classificazione delle macchine utensili bisogna prendere in considerazione anche il movimento di lavoro delle stesse macchine, cioè il moto relativo del pezzo contro l’utensile. Infatti, il movimento di lavoro del tornio è ben diverso da quello della limatrice o di altre macchine ed è per questo che è importante considerare le modalità in cui una ben definita macchina opera per trasformare uno specifico oggetto.
Non solo: anche il movimento di alimentazione assume un ruolo fondamentale per la classificazione delle macchine utensili. Nello specifico si tratta del movimento di avanzamento, che può essere dato al pezzo da lavorare, ovvero all’utensile, affinché cambi la superficie di lavoro, così da poter utilizzare diverse traiettorie per la trasformazione. In questo modo è possibile trasformare il pezzo, sottoposto all’azione di una specifica macchina, in modo più semplice e, soprattutto, più preciso, potendo contare anche su un gran numero di diverse lavorazioni. Tale movimento di avanzamento può essere continuo oppure discontinuo.

Chiariti questi punti, è possibile cominciare ad entrare con minor timore nel grande mondo delle macchine utensili, per cercare di scoprire quali tra queste macchine sono quelle occupano una posizione di rilievo nel mercato di riferimento.

Le più diffuse macchine utensili sul mercato

Seguendo quanto detto fino a questo momento, per ottenere una precisa classificazione, è possibile distinguere le macchine utensili in base al loro preciso moto di lavoro. In base a tale parametro è possibile affermare che le macchine utensili più diffuse sul mercato sono:
• Torni, trapanatrici, alesatrici e fresatrici, che rientrano nella categoria delle macchine con moto di lavoro rotatorio;
• Piallatrici, limatrici e segatrici, che appartengono alla sottocategoria delle macchine utensili con moto di lavoro rettilineo.

A queste, che sono le più comuni macchine utensili, le quali occupano una grande fetta del mercato di riferimento, se ne aggiungono molte altre, che sono comunque ampiamente utilizzate nel settore industriale. Ecco che le dentatrici, le affilatrici, le lappatrici e le filettatrici vanno a riempire gli spazi vuoti del grande puzzle industriale delle trasformazioni.

Tutte le macchine utensili sul mercato stanno subendo una naturale evoluzione, verso quello che è un nuovo concetto di macchina, tutto declinato alla più alta forma di tecnologia e innovazione. Il mercato è governato dalle leggi dell’evoluzione tecnologica e di conseguenza anche le principali macchine utensili cambiano faccia. La prima figura che spesso si materializza nella mente di chi pensa ad una macchina utensile è sempre quella di un grande tornio, antico, rudimentale. No, la macchina utensile moderna è un vero e proprio mix di differenti tecnologie, che permettono lavorazioni più veloci e precise e che aiutano a sopportare un carico di lavoro sempre maggiore. Veri e propri robot pronti a trasformare con semplicità qualsiasi oggetto, qualsiasi materiale. Non è sbagliato inserire le principali macchine utensili prima citate in quello che il mondo dell’industria 4.0.


La Toscana è senza dubbio una delle regioni più conosciute e visitate del nostro Paese. Non fosse che per Firenze e le altre città d’arte, con i prestigiosi musei e tutto il bagaglio culturale che le tante località di questa terra racchiudono.

Non solo arte, poi, ma mare, isole, monti e campagna meravigliosa: insomma, davvero un panorama variegato, adatto a tutti i gusti e a tutte le tasche. E proprio per la vastità dell’offerta, con conseguente (a volte) imbarazzo della scelta, proviamo a suggerire qualche itinerario, prettamente toscano, al fine di consigliare una breve guida che, speriamo, risulterà utile per godere appieno di questa splendida Regione che tutto il mondo ci invidia, sia per avere delle idee interessanti per un weekend in Toscana sia per chi volesse proprio fare una vacanza di più giorni in questa splendida terra!

Partiamo dunque da un’idea forse inusuale ma senza dubbio apprezzabile: destinazione Parchi Naturali, di cui la Toscana è ricca ed orgogliosa… Questa Regione pullula infatti di aree verdi protette, di luoghi unici, dove natura e arte si incontrano: pensiamo, per esempio, al burattino più famoso del mondo, Pinocchio ovviamente, cui è dedicato il Parco a Collodi, città natale del suo creatore, in provincia di Pistoia. Continuando con le aree tematiche, suggeriamo il Parco Sculture del Chianti, vicino a Siena, o quello dei Tarocchi in Maremma. O ancora, in tema di giardini più tradizionali, pensiamo ai Parchi Naturali della Maremma o di San Rossore, in provincia di Pisa, o il particolare ed unico Giardino Sospeso di Riparbella (LI), con percorsi ed attività adatti a grandi e piccini.

E proprio di percorsi, e di trekking, vogliamo continuare ad illustrare per introdurre una seconda idea, quella cioè delle camminate lungo i numerosi sentieri capaci di togliere il fiato per i panorami e il continuo alternarsi di visioni emozionali: uno fra tutti, il trekking nel Parco delle Alpi Apuane, che concederà ai camminatori di vedere la Toscana dall’alto, con una prospettiva davvero unica.

Cambiando totalmente itinerario, vediamo ora l’alternativa per chi preferisce un soggiorno marino e, magari, meno “faticoso”... puntiamo quindi sulla costa della Toscana mare, e di nuovo abbiamo l’imbarazzo della scelta, poiché non è facile, fra le tante spiagge meravigliose, stilare una classifica delle più belle: proviamo solo a citarne alcune fra le più suggestive, come San Vincenzo, prov. Livorno, una delle più note, o Castiglione della Pescaia, prov. Grosseto, o ancora le splendide spiagge della Feniglia e della Giannella, in Maremma. Faremmo senz’altro un torto, poi, a non citare anche la splendida Isola Elba, che meriterebbe un discorso a parte.

Buon ultimo, a livello di consiglio/suggerimento, non possiamo non parlare delle città d’arte, e di tutto il patrimonio visitabile, per il quale ci vorrebbe un tempo molto lungo, di cui purtroppo spesso non si dispone: ci concentriamo pertanto su itinerari brevi, ma intensi, come la visita al capoluogo, sicuramente imperdibile, in quanto Firenze è davvero la culla della cultura italiana e non solo: i suoi Musei, unici al mondo, meritano visite anche ripetute, a partire dagli Uffizi, e poi Palazzo Vecchio, la Casa di Dante, ecc…

Senza dimenticare le altre splendide città e le loro ricchezze culturali, come Lucca o Arezzo, o ancora Pisa con quella Piazza dei Miracoli e la Torre pendente che tutto il mondo ci invidia.

Si potrebbe continuare per ore, ma ci sarà senz’altro occasione per riprendere il discorso: nel frattempo, concediamoci un brindisi alla Toscana, con un ottimo Chianti, corposo ed intenso come la terra da cui proviene!
Sta per partire l’appuntamento pugliese con la musica più famoso dell’estate, il “Radionorba Battiti Live” che quest’anno vuole stupire ancora di più e, dunque, dopo aver rivelato il calendario e le location, tra le quali è inserita anche Nardò come tappa salentina (l’unica, il 23/7), presentiamo il cast artistico musicale, che sarà il grande animatore delle serate d’estate 2017.

 “La quindicesima edizione di Battiti segna una svolta importante: il nostro pubblico vede l’ingresso dei Duemila, che già sono entrati a far parte della nostra grande famiglia radiofonica e che, come già accade nell’offerta di Radionorba, non potevamo deludere è così abbiamo costruito un cast che potesse soddisfare sia loro che contemporaneamente i loro genitori”, è quanto ha dichiarato Marco Montrone, presidente di Radionorba, la Radio del Sud, organizzatrice della rassegna, che ha poi aggiunto “sapere che da uno stesso palco ci ascolteranno in piazza, in radio, in Tv e sul web tre generazioni, non più musicalmente in conflitto, devo confessare che fa venire i brividi”.

Alan Palmieri, direttore artistico e conduttore delle serate, aggiunge: “La linea seguita è quella di selezionare musica di alta qualità anche attingendo da quel mondo parallelo “fai da te” degli youtuber. Il quadro che emerge è una sintesi di gusti musicali che hanno in comune novità e tradizione, novità negli arrangiamenti e tradizione nella severità della ricerca musicale, che abbiamo colto anche negli autori più giovani”.



Ma veniamo quindi agli artisti che compongono il prestigioso cast del Battiti Live: saranno circa 50 ad entusiasmare il pubblico sui palchi di Bari, Nardò, Andria, Melfi e Taranto, cercando, con le loro performances e la loro musica, di accontentare i gusti più disparati.

Non possiamo non citare il vincitore di Sanremo, quel Francesco Gabbani, che, con il suo “tormentone intelligente”, è riuscito nell’intento di far ballare tutti al ritmo di una musica simpatica ed orecchiabile, che piace a tutte le età. A seguire, un re del rap, Fabri Fibra con le due sue hit, “Fenomeno” e “Pamplona”, e il gruppo rivelazione dell’anno, i Thegiornalisti, molto ascoltati nelle radio con il loro “Riccione”.

Ma non solo tormentoni e balli, anche la musica impegnata di Ermal Meta, splendido nella sua interpretazione di “Amara terra mia” sul palco dello scorso anno, riproposta anche al Festival di Sanremo. E parlando del festival, per la prima volta a Battiti live anche la grande Fiorella Mannoia e con lei altri nomi famosi come Nek, Tiromancino, Gigi D’Alessio, Francesco Renga, Paola Turci, Marco Masini, Alex Britti, Samuel, Nina Zilli e Mario Venuti.

Non mancano artisti internazionali: in attesa della conferma di Ofenbach, sicure le presenze di Jasmine Thompson, Alok, il Dj brasiliano (numero 25 della classifica dei 100 dj più famosi del mondo), e Kadebostany, la band svizzera che da Ginevra si è fatta conoscere in Italia con il singolo “Mind if I stay”. Certe anche le esibizioni di Lenny, l’autrice di “Hell.o”, una delle canzoni più suonate da tutte le radio italiane, e di Jenn Morel, e tanti ancora.

Tra questi, anche Fabrizio Moro e poi i più giovani Chiara Galiazzo, i The Kolors, Bianca Atzei, Michele Bravi, Elodie, Sergio Sylvestre, Alessio Bernabei e Lele, vincitore di Sanremo giovani. Esordio per i ragazzi di Amici, ovvero il vincitore 2017 Riki con Federica e Thomas, e, da XFactor, Gaia. Per finire Gabri Ponte, uno dei dj italiani più apprezzati, molto ascoltato in radio con Danti e la nuova hit “Tu sei”, e Takagi e Ketra, con il tormentone dell’estate 2017, “L’esercito del selfie”.

Un appuntamento atteso non solo dai salentini ma anche dai numerosi turisti che in questo periodo hanno preso d'assalto il territorio e che villeggiano nei numerosi villaggi turistici del Salento, hotel, b&b, ecc. 
 
Dalla conservazione dei cibi a tante altre applicazioni: ecco a cosa serve la refrigerazione industriale?

Parlando di refrigerazione industriale si fa riferimento ad un campo molto vasto dove la bassa temperatura è l’elemento portante di tutta la grande e fredda struttura. Infatti, dalla ristorazione si passa agli impianti chimici e ai laboratori dove le basse temperature sono la necessaria condizione per lo sviluppo di ben precisi processi.

Sicuramente il settore della ristorazione e della conservazione dei cibi è quello più conosciuto e che permette di affrontare al meglio il tema della refrigerazione industriale. Attenzione a non scendere troppo: oltre i -60 gradi si congelano le porte di questo mondo e si apre una distesa di ghiaccio conosciuta con il nome di criogenia (dai -60/70° in poi).

Soffermandoci sulla refrigerazione industriale legata ai prodotti alimentari ci si chiede quali siano i vantaggi derivanti da tale processo. Tutto ruota attorno alla qualità del cibo, nel senso che a temperature molto basse la qualità resta immutata e la sua durata viene aumentata notevolmente. Solo refrigerando con procedure specifiche e rigorose è possibile mantenere alti gli standard di sicurezza e igiene.

In via più generale, la refrigerazione industriale è necessaria per raffreddare determinati elementi (la temperatura è impostata su standard specifici dettati per ogni singolo prodotto) sia alimentari che farmaceutici o altro. Tutto questo è ottenuto grazie all’azione di potenti machine, che riprendono il normale funzionamento del classico congelatore di casa, ma operano per assicurare una conservazione perfetta di qualsiasi elemento. È importantissimo non sbagliare neanche di un grado la temperatura di conservazione.

Apriamo una piccola parentesi: congelamento e refrigerazione sono sinonimi? Una differenza c’è e non è nemmeno di poco conto. Infatti, un prodotto si definisce refrigerato quando la temperatura delle celle dei sistemi di refrigerazione (sono tantissimi quelli offerti dal mercato di riferimento) consente all’acqua contenuta di rimanere nel suo normale stato liquido. Il congelamento si presenta, invece, come una particolare tecnica di conservazione che porta l’elemento a temperature molto basse, con conseguente solidificazione dell’acqua contenuta. Questo è quanto avviene per gli alimenti, mentre il processo di conservazione per quanto riguarda farmaci o altre sostanze chimiche è molto più complesso e varia in base allo specifico prodotto.

Restando nel campo alimentare la differenza tra refrigerazione e congelamento è molto importante: attraverso il primo processo si ottiene un prolungamento della conservazione degli alimenti a temperature molto fredde, ma che riprendono in modo naturale una particolare conservazione.
Il congelamento (prodotti surgelati) prevede temperature molto più basse della normale refrigerazione, che si attesta tra gli 0 e i 5 gradi. Sicuramente la conservazione sarà molto più lunga con il processo di congelamento, ma i cibi saranno meglio conservati con la refrigerazione che va solo a rallentare le reazioni biochimiche degli stessi, senza bloccarle del tutto.

Quindi, la refrigerazione è un processo ampiamente utilizzato nell’industria alimentare, in medicina e in biologia, ma come avviene? Quanto appena detto è possibile grazie ad un ciclo di compressione/espansione.
I sistemi per la refrigerazione industriale sfruttano l’azione di determinati gas che, evaporando, assorbono calore dall’ambiente. I tempi di conservazione vengono così allungati e dal punto di vista industriale sono decisamente maggiori rispetto alla conservazione domestica.

Le macchine per la refrigerazione industriale sono davvero tantissime e si adattano perfettamente a qualsiasi esigenza, ottenendo il massimo risultato in termini di conservazione, che si traducono in sicurezza e igiene massima. Le dimensioni non sono sempre contenute, poiché il sistema di elaborazione, data la grande potenza, necessita di molto spazio. Ma questo dipende dalla tipologia di elemento da conservare e dallo specifico uso. Le applicazioni, come detto, sono molteplici e spaziano dall’immenso settore alimentare a quello farmaceutico, per giungere addirittura, ad esempio, a quello della produzione dei pneumatici.
Tra le fila di designer di interni negli ultimi anni stanno prendendo piede in maniera piuttosto definitiva alcuni accorgimenti per accompagnare la cura dello stile e dei dettagli architettonici con la comodità di utilizzo e l’efficacia.

Tutto questo si traduce sempre nella caratteristica battaglia per la ricerca dei migliori materiali per arredare una casa e renderla vivibile nel migliore dei modi. Tra questi materiali quello che più stupisce sono le lamiere forate.

Questo prodotto è caratterizzato dall’utilizzo di fogli in alluminio (o in altri metalli) che possono essere prodotti in varie dimensioni sui quali vengono praticati dei fori equidistanti fra loro di varie forme e dimensioni.

Nello specifico, facendo riferimento ai materiali e ai loro utilizzi nello sviluppo del design interno ed esterno di un’abitazione, queste lamiere forate sono utilizzate per realizzare varie tipologie di strutture perfettamente integrate nella casa.

Sono, infatti, di varia natura e conformazione i prodotti e gli elementi della casa che possono essere realizzati attraverso l’utilizzo di questo materiale. Tutti questi elementi sono frutto di studio approfondito e di valutazioni relativamente a diversi aspetti fondamentali nella costruzione di una casa.



Il design della casa con l’utilizzo delle lamiere forate


Nella sviluppo del design che caratterizza un’abitazione alcuni elementi che possono sembrare di semplice realizzazione possono invece rappresentare un vero e proprio dilemma in alcuni punti. Innanzitutto la scelta dei materiali, la semplicità nell’applicazione e l’utilità.

Nella costruzione della recinzione utile a delimitare il terreno, ad esempio, si tende ad optare spesso per una cancellata in metalli pesanti difficili da sostituire una volta trovata applicazione. In questo senso, l’utilizzo di lamiere forate può essere un giusto compromesso tra utilità e comodità.

Infatti, la possibilità di poter lavorare in maniera diversa i fogli delle lamiere e poterli forare utilizzando dimensioni e forme diverse relativamente ai fori consente di scegliere un più ampio spettro di accostamenti per questo particolare utilizzo. (Puoi vedere per esempio qui la differente produzione di lamiere e le diverse lavorazioni a cui possono essere sottoposte).

Le lamiere forate, in questo senso, permettono anche di sfruttare una maggiore manovrabilità rispetto alla classica ringhiera di delimitazione. I materiali flessibili, facilmente piegabili, consentono di fornire alla struttura una conformazione adatta alle esigenze.

Per quanto riguarda gli interni, invece, tutta la comodità delle lamiere forate è palesata quando c’è bisogno di apportare modifiche in tono minore negli ambienti diversi della casa. Ad esempio, quando c’è necessità di separare una scrivania o uno studiolo rispetto alle altre zone della stanza, la soluzione delle lamiere forate può essere la più utile per praticità e funzionalità.

La struttura delle lamiere forate consente di avere un vantaggio esclusivo in termini di privacy, concentrando l’impiego della lamiera forata su quelle che sono le reali necessità di spazio desiderate.

A questo vantaggioso aspetto va poi aggiunto quello relativo alla disponibilità di luce delle lamiere forate, che grazie alla possibilità di modificare forma e dimensione dei fori consente di sfruttare al massimo la luce naturale del giorno o l’illuminazione artificiale della stanza di notte.

Molti designer consigliano per i proprio clienti l’utilizzo delle lamiere forate. Questo prodotto specifico consente di sfruttare la massima resa con una minima spesa. Un doppio vantaggio che si accompagna a molti altri.