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Vicky Gitto e la creatività di Bin Laden

Tra i tanti interventi presentati all’advcamp, quello di Vicky Gitto è sicuramente quello che sta facendo discutere di più. Il direttore creativo di DDB, infatti, ha sostenuto che l’attentato dell’11 settembre è un esempio di grande creatività. Cito le parole di Gitto così come le ha trascritte Marco Camisani Calzolari, che è stato il primo a polemizzare con lui:

- l’attentato di Bin Laden è “un’idea della madonna” con un “tasso di creatività altissimo”
- “ho identificato un obiettivo, voglio raggiungerlo, come faccio a raggiungerlo, riuscendo a ottenere la pressione media che questa gente è riuscita a ottenere senza spendere una lira”
- “hanno avuto una grande idea!”
- “hanno cambiato la storia dell’umanità semplicemente con un’idea”.

Dopo Marco, ne hanno parlato molti altri. Ne cito solo alcuni, tra quelli che hanno stigmatizzato l’intervento: Maurizio Goetz, Stefano Vitta, Fabio Mascagna, Costantino della Gherardesca, Elena Di Cioccio. “La vita istruzioni per l’uso” propone, invece, considerazioni di segno opposto.

A me l’intervento non è piaciuto: è di cattivo gusto ed è profondamente sbagliato. Gitto, infatti, sembra dimenticare totalmente che esiste un’etica della professione e che il valore di un’idea creativa non può prescinderne. Non si può dire che un’idea è grandiosa “a prescindere dal valore morale”, valutando la copertura media al di là di qualsiasi altra considerazione. Ed è sorprendente che il dirigente di una grande agenzia di pubblicità non si renda conto dell’inaccettabilità delle sue affermazioni.

20 Commenti su “Vicky Gitto e la creatività di Bin Laden”

  1. #1 Nicola Mattina Blog » Blog Archive » advcamp: l’intervento di Vicky Gitto
    16 September 2008 - 10:38 pm

    [...] da quello di Vicky Gitto, che ha suscitato qualche polemica. Lo faccio, però, nel blog del Club dei media sociali. I commenti a questo post sono chiusi… la conversazione su quest’argomento prosegue di [...]

  2. #2 Smeerch
    16 September 2008 - 11:56 pm

    Mi trovi completamente d’accordo, Nicola.
    Tra altro, volendo parlare di imprese di terrorismo o di idee creative che portano morte e distruzione, ce ne sono diverse nella storia dell’uomo che hanno avuto effetti anche più dirompenti dell’attacco alle torri gemelle di New York. A me domenica mi è subito venuto in mente l’arrivo in Italia con gli elefanti di Annibale durante la Seconda Guerra Punica. Per dire, eh. Ma ho preferito non intervenire per non gettare altro alcool sul fuoco.

  3. #3 baldo
    17 September 2008 - 4:55 am

    boh… a me sembra che uno del suo livello per catturare l’attenzione di un po’ di blog (mica la platea di Cannes) e provocare la platea per stimolare qualcosa (…cosa?) non aveva bisogno di arrivare a quel punto. Se trattava il tutto con “creatività” faceva sicuramente di meglio, e ora si sarebbe tutti qui a dire che “quelli della DDB sono bravi”…

  4. #4 Iron Mauro
    17 September 2008 - 8:57 am

    Non so se Gitto sia bravo a fare il suo lavoro, ma francamente non mi è parso un grande oratore. Quando ha tirato fuori la cosa delle Torri Gemelle, già il pubblico non mostrava alcuna empatia nei suoi confronti. Figuriamoci dopo…

  5. #5 Spotanatomy
    17 September 2008 - 12:38 pm

    [...] Abbiamo chiesto a Vicky di pronunciarsi in merito a quanto ha affermato, per portare luce sulla questione e di seguito trovate la sua riflessione [...]

  6. #6 Enzo
    17 September 2008 - 5:28 pm

    Io sono d’accordo con Gitto.
    L’accostamento non è dei più felici, ma, seppur vero che in linea generale “non si può dire che un’idea è grandiosa a prescindere dal valore morale”, in questo caso (riferendosi a Laden) si parla di un terrorista che per sua stessa definizione ha una morale distorta visto che ha una incontenibile tendenza ad uccidere per portare avanti le proprie idee.
    In questo contesto quindi la base morale e la struttura etica all’interno della quale agisce Laden definisco delle regole rispetto alle quali, seppur deprecabili le sue azioni, le rendono brillanti. Esattamente come gli elefanti di Annibale.
    E’ sbagliato quindi il l’accostamento ad un “etica della professione”; non possiamo fare un paragone tra le azioni di Laden e quelle di un pubblicitario ma, definiti i perimetri all’interno dei quali si agisce, rapportarle si.
    Quindi, fermo restando che Laden è un pazzo furioso, nell’universo della sua pazzia le sue azioni non solo raggiungono l’obiettivo con estrema efficacia ma sono anche generate da una incontrovertibile componente creativa.

  7. #7 Giovanni Frenda
    17 September 2008 - 6:33 pm

    Io credo che chi ha effettuato l’attentato a New York avesse come intenzione quella monopolizzare i media mondiali è devo dire che ha sicuramente ottenuto lo scopo che si era prefissato.
    Non credo che si possa definire una operazione creativa, la creatività dovrebbe sottostare a regole di correttezza, di moralità, di educazione, regole che spesso però scorda.
    Credo che l’intervento sia stato fatto per creare su di lui e probabilmente, di conseguenza, anche sulla sua fidanzata l’attenzione, non mi sembra che le sue idee avrebbero catturato molta attenzione se non avesse inserito queste affermazione.
    In un certo qual modo anche lui come gli attentatori dell’11 settembre è arrivato al suo risultato di immagine ed anche lui con metodi che non condivido.
    La creatività credo sia un altra cosa.

  8. #8 Bid8: Evoluzione delle Aste al Ribasso | WebGarden
    18 September 2008 - 10:31 am

    [...] è: bella idea. E’ un’idea i certo interessante e creativa, nel senso Gittiano del termine, cioé ” a prescindere da ogni considerazione etico/morale”, una soluzione ad un [...]

  9. #9 Marco Boselli
    18 September 2008 - 4:20 pm

    Come si mette con i Clienti della prestigiosa agenzia quando verranno informati dell’intervento del tal Vicky Gitto.
    Scommettiamo che per salvaguardare l’immagine del brand ( che ha un valore di mercato e i consumatori premiamo i brand che si distinguono per responsabilità sociale ) per non accostare il proprio nome a quello dell’agenzia dove lavora rescinderanno i contratti o non li rinnovano?
    Il mio è un alias, per quello che mi riguarda in DDB dovrebbero cominciare a preoccuparsi.

    Che dite ragazzi perchè non scrivete anche voi alla DDB ed ai Clienti della DDB segnalando l’accaduto?

  10. #10 Smeerch.it » Blog Archive » La mia sull’ADVCamp
    19 September 2008 - 2:58 am

    [...] di introdurre questa conferenza-non conferenza, ricordando la recente apertura del cosiddetto “Club dei media sociali”; un tentativo questo di mettere intorno ad un tavolo professionisti, fornitori di strutture, [...]

  11. #11 Fabrizio Quintili
    19 September 2008 - 11:54 am

    Secondo me l’intervento apre ad un dibattito sul valore culturale del concetto di creatività (ma sinceramente non credo sia stata questa la finalità dell’oratore). Voglio dire, il caso Bin Laden ci porta a chiarire che la capacità di ideare è solo una componente del concetto di creatività. L’altro aspetto è il risultato socialmente e universalmente utile e fruibile (visto dalla prospettiva dei talebani, infatti, un risultato socialmente utile si può ravvisare nel risultato di colpire il nemico). Secondo questo ragionamento, quindi, qualsiasi atto ideativo che ha a che fare con la distruzione non può rientrare nel concetto di “creatività” (vedi etimologia): progettare armi e mezzi per la guerra, ma anche un insetticida può essere discutibile. Io sono per questo significato.

  12. #12 klingsoror
    20 September 2008 - 11:11 am

    io sto nel mezzo ;-) a scuola di design ci insegnarono che il logo più riuscito della storia della grafica fu la croce uncinata nazista, che Hitler (cito a memoria) “pur nella sua malvagità perversa ebbe il colpo di genio di ruotare per rendere massiva la dinamicità”.
    ovviamente il prof non fu tacciato di nazismo ;-).
    Gitto parla da tecnico ma non ha sufficiente dialettica per NON risultare imbarazzante, ma dice cose banali e ovvie sulle quali nessuno, dotato di un vocabolario e di una cultura minimamente superiore, avrebbe da ridire, SE pronunciate in corretto italiano.
    i commenti sulla fidanzata sono invece disgustosi.
    che un mezzo golpista come Camisani etc (autore di un sistema di riconta dei voti online ai tempi dei famosi brogli inventati dallo psiconano) ne faccia motivo di battaglia morale, è invece ridicolo e patetico.

  13. #13 MINCHIASIGNORETENENTE
    21 September 2008 - 12:52 am

    scusate!ho un idea. non costa un nulla e de molto efficace!! domani metto alcuni litri di veleno,nella
    centrale del l’acqua milanese,cosi muiono tutti!

    che dite!! posso fare domanda come dirigente alla ddb

    in via solari ( mi )

  14. #14 Alessio Jacona
    22 September 2008 - 10:56 am

    Signortenente, credo ti sia sfuggito un passaggio importante. Gitto non ha avvelenato nessuno né tantomento dirottato aerei per lanciarli contro una torre, fosse anche quella di Pisa.

    Ha descritto un’operazione terrostica (che per sua natura è sempre altamente simbolica) analizzandola dal punto di vista della comunicazione. Ha usato parole sbagliate? Non era un argomento da trattare? E’ stato di cattivo gusto? Troppo cinismo?

    Parliamone. I commenti servono a questo.

    Ma non interpretiamo male per dire cose che non stanno in piedi.

  15. #15 Fabrizio Quintili
    22 September 2008 - 11:49 am

    Io credo che la separazione tra azione e risultato e tra risultato e contesto sia una forzatura. Quando si cerca di separare i fatti dall’emozione di disagio o disgusto che suscitano, secondo me, siamo in presenza di questa dinamica. Un mio amico avvocato penalista una volta mi raccontò con soddisfazione di avere evitato la galera a “spacciatori” e “pedofili” sfruttando le debolezze del sistema giudiziario (cavilli e tempi tecnici). Gli chiesi come faceva a fare questo e considerarsi socialmente utile. “E’ il mio mestiere, seguo il codice”. Ma che senso ha questa risposta? Che senso ha paragonare il contesto di distruzione e morte del nazismo, dove il logo veniva impresso nelle coscienze con la violenza più brutale e la propaganda più folle mai prodotta dall’uomo, con il contesto del mercato del consumo di beni e prodotti? Che senso ha paragonare la creatività all’interno di un contesto storico di guerra e distruzione tra civiltà che cercano di confondere economia e religione con il contesto produttivo di servizi? Che senso ha dire “l’operazione è tecnicamente riuscita, il paziente è deceduto”? Non percepite un paradosso in tutto questo? Se è così, la proposta di Vicky Gitto è servita a confondere le acque, a sucitare attenzione negli interlocutori, a cercare di stupire con effetti speciali, ma non a creare conoscenza su un oggetto. E così siamo qui a chiederci quale potrebbe essere il senso recondito delle sue parole… Siamo vittime dell’ennesimo corso di public speaking?

  16. #16 Vicky Gitto e la creatività di Bin Laden: l’opinione dei lettori :: Club dei media sociali
    23 September 2008 - 6:18 pm

    [...] Il post ha raccolto diversi commenti perlopiù incentrati sull’affermazione di Gitto riguardo il “tasso di creatività altissimo” dell’attentato alle Torri Gemelle: per l’indubbio contributo che essi portavano alla conversazione, abbiamo pensato che mjeritassero di essere rilanciati in un post a parte.  [...]

  17. #17 Marco
    24 September 2008 - 10:25 am

    Quando me l’hanno raccontato non ci credevo. Sempre dubitato del “senso morale ed etico” del personaggio, ma fino ad oggi pensavo che almeno l’intelligenza non fosse in discussione. Non quell’intelligenza da Nobel, ma almeno quel minimo di intelligenza che genera buone idee. Dopo questa mi chiedo davvero chi sia Vicky Gitto, e se mi rispondo dico che di certo non è uno da invitare a parlare in pubblico. Di certo non uno che possa insegnare qualcosa a qualcuno. Di certo non uno a cui affiderei la comunicazione della mia marca. Speriamo che anche le marche che affidano a lui la loro reputazione si facciano venire qualche dubbio. Anche nel piccolo si deve prendere le distanze dalla stupidità, quando questa è così devastante.

  18. #18 Tiziana
    24 September 2008 - 3:45 pm

    Vicky ha semplicemente fatto la stessa cosa:
    prendi un argomento tabù e provoca.
    Tutti parleranno di te.

  19. #19 valeria
    24 September 2008 - 6:24 pm

    e l’olocausto ne vogliamo parlare? Questa si che è stata una grande idea allora. Almeno se seguo il pensiero di Gitto!

  20. #20 auro
    3 October 2008 - 4:39 pm

    cara Tiziana l’idea è vecchia e Toscani è il suo profeta.