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Social networks: quando è un estraneo a dirti cosa comprare

L’uso dei social networks è ormai una consuetudine non solo per tessere relazioni interpersonali, ma anche per cercare indicazioni rispetto all’acquisto di prodotti e servizi di qualsiasi genere. La conferma arriva da un recente studio realizzato dalla società di global media planning Universal McCann e significativamente intitolato “Quando abbiamo iniziato a fidarci degli estranei”: la ricerca si basa su un campione di circa 17mila “active internet users” residenti in 29 paesi e, di questi, oltre 29 per cento ha commentato un prodotto o un marchio su un blog mentre il 27 per cento ha pubblicato il suo giudizio su un social network.

Il numero di commenti ed opinioni sui prodotti immessi nella rete dai consumatori varia a seconda della categoria merceologica: al primo posto risulta l’intrattenimento, con oltre il 60 per cento dei “commentatori” che ha raccomandato un film e il 52 per cento che ha invece consigliato della musica. Seguono poi a poca distanza i prodotti tecnologici, l’altro “tema caldo” per coloro che dispensano “consigli per gli acquisti” attraverso i social networks.

Tom Smith, capo di Consumer Future alla McCann, dalle pagine di Mashable spiega come “la pubblicazione online di miliardi di pensieri, opinioni ed esperienze sottoforma di post, video, rating, recensioni e foto sta fondamentalmente modificando il modo in cui tutti esprimono pareri sui prodotti, sulle compagnie e sui servizi nel momento in cui acquistano qualcosa”. Ormai, la facilità di scambiarsi opinioni online ha portato a una “democratizzazione dell’influenza delle masse” al punto che i consumatori da passivi riceventi si sono trasformati e continuano a trasformarsi in attivi creatori di contenuti.

La ricerca dimostra infatti come ormai noi si sia sempre più disposti a credere alle parole di perfetti sconosciuti di cui leggiamo, ad esempio, i blog. Di certo ci fidiamo più dei pareri postati online (anche da persone non necessariamente riconosciute come esperte), che della pubblicità tradizionale.

In questo scenario rinnovato dove i consumatori giocano un ruolo attivo, i produttori devono necessariamente prendere in considerazione il web 2.0; quindi decidere non tanto se essere o meno coinvolti nella rivoluzione in atto, ma in che modo parteciparvi. La presenza sui siti di networking sociale non pare più essere una scelta, ma dovrebbe anzi diventare una consuetudine: gli utenti-consumatori possono, infatti, diventare la cassa di risonanza per il lancio e il successo di questo o quel prodotto. A riguardo Smith sottolinea: “I messaggi istantanei (MSN Messenger per esempio, ndr) e le e-mail sono i mezzi di informazione su prodotti e i servizi più usati [...] i canali sociali sui quali i pareri si diffondono più ampiamente, sono diventati estremamente importanti”. Al loro interno, infatti, le opinioni e i giudizi hanno una diffusione molto ampia e rapidissima.

La prima regola da seguire resta la sincerità: “La trasparenza è essenziale. I consumatori commentano continuamente, [...] quindi onestà e apertura sono vitali”. Inoltre, “è poi fondamentale investire sul prodotto [...]. In un mercato guidato dai consigli dei consumatori, brilleranno le compagnie migliori”, magari disposte a rischiare una maggiore apertura ed esposizione in Rete.

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