Gli esempi di come Facebook, Twitter e molti altri social media vengano utilizzati dalle imprese per aprire un dialogo con i loro clienti e prospect si stanno moltiplicando velocemente. Anche in un altro settore, però, si sta assistendo alla diffusione di questi strumenti. Le università americane da tempo hanno cominciato a utilizzare i social media per fornire servizi ai loro studenti e neo laureati per coinvolgerli, anche dopo la fine del corso di studi, nella costruzione di network che abbiano come punto di riferimento l’istituzione universitaria. Dalle pagine di Mashable uno studente di new media della scuola di giornalismo della Columbia University, Vadim Lavrusik, passa in rassegna alcuni esempi di utilizzo dei social media da parte degli atenei americani.
Aiutare i neolaureati a trovare un lavoro
Nonostante molte università dispongano di database proprietari per la ricerca del lavoro, molte stanno cominciando ad utilizzare Linkedin creando dei gruppi di discussione in cui i neolaureati condividono le loro esperienze e le opportunità di impiego di cui vengono a conoscenza, creando inoltre sottogruppi dedicati a particolari aree geografiche o percorsi professionali specifici. Keidra Chaney, una professionista dei new media della DePaul University, ha affermato che il gruppo su Linkedin dell’università ha un grandissimo successo, con quasi 6000 iscritti e 100 nuovi partecipanti ogni giorno. Il dato interessante è che la maggior parte delle offerte di lavoro è pubblicata da altri neolaureati, in un’ottica di cooperazione e aiuto reciproco.Un altro caso interessante è quello della Michigan State University, che utilizza Linkedin e Twitter per segnalare offerte di lavoro ai neolaureati, oltre ad un canale YouTube con consigli sulla ricerca del primo impiego.
Collaborazione e networking tra studenti e neolaureati
Le università americane stanno utilizzando i social media anche per creare spazi di condivisione e collaborazione tra studenti e neolaureati. La facoltà di giurisprudenza della Stanford University ha creato un social network proprietario, sulla stile di Facebook, che include un wiki attraverso cui gli studenti possono collaborare con i laureati su specifici progetti e sviluppare conversazioni e contatti utili alle loro carriere. Anche il Massachusetts Institute of Technology ha creato un gruppo su Linkedin per permettere agli studenti di collaborare e creare un network con i laureati.
Raccolte fondi
Sebbene i social media siano utilizzati maggiormente per creare network di neolaureati e studenti, fornendo loro servizi di ricerca del lavoro, alcuni atenei americani li stanno usando come strumento di comunicazione per le raccolte fondi. La Brown University ha creato una pagina Facebook proprio per incoraggiare gli ex studenti a fare donazioni durante la raccolta fondi annuale. La Emory University, attraverso la sua “Blue Pig Campaign” ha utilizzato Facebook, Twitter ed altri social media riuscendo ad ottenere un incremento del 157% di donazioni da parte dei laureati.
Insegnare ai neolaureati l’utilizzo dei social media
Non tutti gli ex studenti degli atenei americani conoscono la realtà dei social media e i modi in cui si possono utilizzare. La Michigan State University ha per questo realizzato tutorial e presentazioni fruite da oltre 25.000 ex allievi.
Sviluppo di strumenti per diffondere informazioni
L’università della California di Irvine aveva il problema di condividere informazioni con i laureati, e allo stesso tempo dare loro più visibilità. Queste necessità hanno portato allo sviluppo di un widget, pubblicamente disponibile, che aggrega il contenuto del sito web della scuola. Questo strumento ha avuto una grande importanza per la raccolta fondi, poiché tutti i donatori lo hanno incorporato nei loro profili di Facebook e nei loro blog, dando all’iniziativa una notevole visibilità.
Contenuto generato dagli studenti e dai laureati
Permettere agli ex studenti di creare e condividere contenuti originali è uno dei modi migliori per coinvolgerli e sviluppare relazioni che vadano oltre la durata del loro corso di studi. L’università del Texas di Austin ha ad esempio creato un proprio sito di foto sharing a cui possono inviare immagini studenti e laureati, mentre la Oregon State University utilizza Flickr con lo stesso scopo.
Promozione di network degli ex studenti
Le associazioni dei laureati delle università americane sono molto attive sui social network, tanto che se l’università non fornisce dei canali ufficiali per permette la comunicazione e la collaborazione, esse creano spontaneamente profili e gruppi di discussione su Facebook, Linkedin, Twitter etc. Andrew Gossen, direttore dell’area social media dell’associazione dei laureati di Princeton, afferma infatti che gli ex studenti si organizzano molto rapidamente se non è presente un supporto da parte dell’università, ma allo stesso tempo questo può portare ad un’estrema frammentazione: su Linkedin esistono infatti 45 gruppi di ex studenti della Princeton, e lo scopo dell’associazione è proprio quello di riunirli in un solo gruppo di riferimento.
Siti web mobile
La stessa Princeton Univeristy ha sviluppato un sito web mobile, in grado di dare informazioni utili alle oltre 20.000 persone presenti nel campus durante uno dei raduni di ex allievi, come ad esempio indicazioni sull’orario delle navette e sui loro percorsi, ottenendo un discreto successo (1.000 visitatori unici e 1.600 visitatori totali).
Riunioni di ex studenti
Le riunioni degli ex studenti rappresentano, per le università, un’altra occasione per sfruttare appieno le potenzialità dei social media. Il Nazareth College ha creato, in occasione del raduno degli ex studenti del 2009, un sito collegato ad una originale iniziativa. Diversi peluches a forma di aquila, la mascotte dell’università, sono stati inviati ai partecipanti al raduno 2009, invitandoli a fare un foto dell’aquila, geo referenziarla sul sito attraverso Google Maps, e spedirla a loro volta ad altri ex compagni di classe. In questo modo sul sito della “Golden Flyer Challenge” è possibile tracciare il percorso dei pelusches in giro per il mondo e consultare le classifiche delle aquile (e quindi delle classi) più attive.
Questi esempi dimostrano, quindi,come le università americane utilizzino proficuamente i social media (con piattaforme proprietarie o utilizzando i social network esistenti a seconda degli scopi dell’iniziativa) per creare relazioni significative con i loro studenti e neo laureati.
31 July 2009 - 9:53 am
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