14 September 2009
/ Giorgio Massaro
Il mese scorso HubSpot ha pubblicato alcune statistiche riguardo l’utilizzo dei blog da parte dei suoi clienti. Su 1.531 imprese considerate, la maggior parte delle quali aziende di piccole o medie dimensioni, solo 795 usavano regolarmente un blog come strumento di comunicazione. La conclusione a cui sono giunti gli autori dello studio è molto semplice: le aziende che utilizzano un blog conseguono risultati di web marketing di gran lunga migliori di quelle che non lo fanno. Nello specifico un’impresa che comunica anche attraverso un blog ha in media:
- il 55% in più di visitatori;
- il 97% in più di link in entrata;
- il 434% in più di pagine indicizzate dai motori di ricerca.
Per l’ennesima volta, quindi, il blog dimostra di essere uno strumento di marketing e comunicazione imprescindibile per le aziende. Tutti sanno però che nel mondo di internet le cose evolvono in fretta e difficilmente i tool che utilizziamo oggi e le dinamiche di fruizione dei contenuti a cui siamo abituati persisteranno immutati, anche a distanza di pochi anni. Lo scorso 8 settembre, nell’ambito della “Talinn BlogFest” tenutasi in Estonia, Andrea Vascellari ha cercato di delineare le linee di sviluppo future di questo strumento nel suo intervento “The Future of Blogging as Marketing & Communications Tool”. Questi i punti principali della sua presentazione:
- i blog diventeranno una parte fondamentale delle strategie delle organizzazioni di qualsiasi dimensione, arrivando ad assumere il ruolo di hub centrale per la gestione della comunicazione;
- il web mobile e in tempo reale, presente già oggi, ci permetterà di pubblicare, partecipare e gestire conversazioni da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Tutte le limitazioni di natura tecnica oggi esistenti scompariranno gradualmente;
- i blog dovranno adattarsi ai trend economici del futuro. Modelli di business come il freemium acquisiranno sempre maggiore importanza, poiché i potenziali clienti vorranno avere sempre più spesso la possibilità di provare un servizio prima di acquistarlo;
- una cosa che non cambierà nel futuro è la necessità di una comunicazione onesta e trasparente. Le organizzazioni di successo saranno quelle che eviteranno il ghost-blogging, dichiarando pubblicamente l’identità degli autori e il loro ruolo all’interno dell’organizzazione.
- l’evoluzione della tecnologia cambierà la forma dei blog. Il lifestreaming e le piattaforme di mashup ci permetteranno di partecipare alle conversazioni in un modo totalmente diverso da quello a cui siamo abituati oggi.
- i blog diventeranno sempre di più il centro nevralgico che coordinerà le tattiche e le strategie delle organizzazioni. Basta pensare al fatto che già oggi questo strumento viene utilizzato per l’inbound marketing, le social media release, la gestione della reputazione, il branding, il lancio di prodotti e persino come piattaforma per ospitare eventi live.
- emergeranno nuove metriche per la misurazione del ROI. Oggi vengono utilizzati parametri come le page views, i click e le citazioni, che permettono di avere solo una visione superficiale dell’effettiva efficacia della comunicazione. La tendenza, già in atto, è quella di concentrarsi sulle metriche che misurano le relazioni (on e off line) e, grazie alle nuove tecnologie, attuare programmi di monitoraggio, tracking e analisi dei comportamenti dei consumatori, in modo da tradurre questi dati in concrete occasioni di business;
- in futuro sarà sempre più importante considerare le interazioni sociali e le conversazioni che si svolgono al di fuori del proprio blog, poiché questo strumento fa parte di un ecosistema digitale frammentato e complesso. Sarebbe un grave errore considerare il blog come un semplice mezzo di comunicazione per diffondere i propri messaggi ad un pubblico di massa.
Tag: blog · comunicazione · marketing · vascellari
14 September 2009 - 3:29 pm
Giorgio, grazie per l’eccellente traduzione e per il link-love.
Much appreciated!
Andrea
14 September 2009 - 11:06 pm
[...] leggere questo articolo di CdMS I dati obbligatori sono nella pagina Sentiamoci Calendario aggiornato [...]
15 September 2009 - 1:10 am
Grazie a te per le tue considerazioni sul tema, davvero molto interessanti.
16 September 2009 - 4:50 am
[...] 1: Estonian notes of my talk, thanks to Teller. Update 2: Italian notes of my talk, thanks to Giorgio Massaro. Update 3: Presentation featured on SlideShare “Hey [...]
17 September 2009 - 2:57 am
concordo pienamente con te quando dici: “una cosa che non cambierà nel futuro è la necessità di una comunicazione onesta e trasparente. Le organizzazioni di successo saranno quelle che eviteranno il ghost-blogging, dichiarando pubblicamente l’identità degli autori e il loro ruolo all’interno dell’organizzazione” perchè è una cosa su cui la filosofia di Cibbuzz.com punta molto.
17 September 2009 - 9:20 am
“i blog diventeranno una parte fondamentale delle strategie delle organizzazioni di qualsiasi dimensione…”,
“il web mobile e in tempo reale, presente già oggi, ci permetterà di pubblicare, partecipare e gestire conversazioni da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento…”
scusate, ma a me queste più che previsioni sembrano wishful thinking.
sì, certo, una realtà nella quale i blog siano parte fondamentale delle strategie delle organizzazioni ecc. è ipotizzabile, ed è vero il web mobile ci permetterà di gestire conversazioni in ogni momento (ammesso che si abbia voglia e tempo di farlo).
ma una cosa è fare supposizioni non impossibili, una cosa è la certezza che ciò avvenga e abbia un impatto decisivo.
una cosa è dire “un certo strumento mi permette di fare una certa cosa”, un’altra è dire “…quindi sicuramente tutti faranno quella cosa”.
non vorrei che il mio commento fosse inteso in modo polemico. anche a me farebbe piacere, per motivi sia materiali, visto che me ne occupo professionalmente, sia , diciamo, “ideologici”, che l’uso del web prendesse davvero piede.
ma invece che parlare delle magnifiche sorti e progressive del web20 nelle aziende, credo che sarebbe più produttivo, per solo le aziende ma anche per noi, chiederci cosa succederebbe alle aziende se *non* abbracciassero queste innovazioni.
la mia opinione è che non succederebbe assolutamente niente.
i consumatori continuerebbero a sottoscrivere contratti capestro con clausole nascoste con banche e operatori telefonici, a fare la fila per entrare in ristoranti e pizzerie disgustosi e overpriced, a passare ore in ingorghi per raggiungere centri commerciali dove passare ore in altre file, ma in piedi, per comprare l’ultimo ammennicolo tecnologico che verrà sfruttato al 5% delle sue possibilità e così via.
cioè tutto continuerebbe esattamente come adesso, senza alcuna “necessità di una comunicazione onesta e trasparente”, necessità che per mandare avanti il business non c’è mai stata né ora né mai visto che i business che funzionano, quelli che muovono soldi veri, sono quelli che hanno il coltello dalla parte del manico, altro che onestà e trasparenza.
quello che noi dovremmo dire, ed essere in grado di provare, è un messaggio molto meno ottimista e “simpatico”: se non vi doterete di questi strumenti, come aziende morirete, fallirete, chiuderete, e la concorrenza vi si mangerà.
è realistico uno scenario del genere in Italia? un’azienda che chiude perché i “consumatori” non vanno sul suo blog? o perché non trovano una risposta “onesta e trasparente”?
suvvia, andiamo. li avrete senz’altro visti anche voi gli utenti alle prese con gli strumenti 2.0. e io parlo di professionisti, laureati, insomma, gente che un po’ di cervello e cultura lo dovrebbe avere. si, vabbè, facebook, le foto, il solito messaggio da far girare, e poi? a parte, diciamo, una élite consapevole quantificabile sì e no in un 3% dell’utenza cosa c’è? c’è un 97% di consumatori che hanno legittimato il comportamento delle aziende di cui sono clienti, e lo hanno interiorizzato: “un giorno anche io potrò essere disonesto, non trasparente e godere di redite di posizione consolidate e non scalfibili come loro”. le aziende lo sanno. i consumatori sanno che per usare il web2.0 dovrebbero diventare meno analfabeti e un po’ più attivi: non lo faranno mai, punto.
il web non esiste da oggi. il cluetrain manifesto ha 10 e più anni: ebbene, dove sono tutte queste masse critiche e consapevoli che conversano e fanno scelte informate?
18 September 2009 - 2:02 am
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