Quando si pensa al crowdsourcing la prima immagine che viene in mente è quella di un’azienda che ha bisogno di risolvere uno specifico problema legato al suo prodotto/servizio e, come soluzione, adotta questo tipo di modello richiedendo l’aiuto del popolo della rete, come abbiamo visto ad esempio nei casi di Facebook e Virgin America.
Henry Jenkins segnala dal suo blog un documento di Daren C. Brabham, dottorando presso l’Università dello Utah, in cui viene trattato un nuovo campo di applicazione per il crowdsourcing, quello della governance. Secondo Brabham, infatti, questo modello può essere adatto a risolvere alcuni problemi di amministrazione pubblica, affiancandosi ad altre forme tradizionali di partecipazione, con lo scopo di migliorare l’azione di governo attraverso un incremento degli input forniti dai cittadini. Negli Stati Uniti uno degli esempi è Peer-to-Patent. Il progetto, inaugurato nel giugno 2007, è sviluppato dal New York Law School’s Institute for Information Law and Policy, in collaborazione con l’Ufficio Brevetti americano. Il progetto prevede il coinvolgimento di una community online nel controllo preliminare delle richieste di brevetto pervenute all’ufficio, controllo mirato all’individuazione di eventuali conflitti con brevetti già assegnati per la medesima idea. L’obiettivo è chiaramente quello di velocizzare il processo, potendo contare su un numero molto più elevato di persone adibite al controllo.
Un altro esempio di crowdsourcing applicato ai processi decisionali di carattere pubblico è Next Stop Design, progetto che richiede l’aiuto della community per il design delle fermate degli autobus a Salt Lake City. Sul sito del progetto gli utenti possono caricare le loro proposte ed idee, commentando e votando quelle degli altri. Il progetto, lanciato il 5 giugno, terminerà il 25 settembre con la proclamazione dei vincitori in base ai giudizi espressi dalla community. Le fermate presenti in uno dei maggiori capolinea di Salt Lake City saranno quindi realizzate seguendo lo stile dei design vincitori e le targhe con i nomi degli autori saranno installate sulle fermate stesse.
Secondo Brabham tutti i progetti di “crowdsourced government” hanno come obiettivo quello di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini nelle decisioni pubbliche, trasferendo questo processo online e garantendo così un ampio ventaglio di punti vista ed opinioni differenti. Brabham conclude il suo intervento con una considerazione sull’amministrazione Obama. Sin dal suo insediamento, Obama ha fatto della trasparenza dell’azione di governo e dell’uso delle tecnologie due punti chiave del suo programma e questo è ancora più evidente se si pensa che l’incarico di responsabile delle tecnologie per la trasparenza dell’azione di governo è stato affidato a Beth Noveck, professoressa della New York Law School, promotrice del progetto Peer-to-Patent. Nei prossimi anni, quindi, sarà molto probabile assistere negli Stati Uniti ad una proliferazione di iniziative che prevedono una partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni pubbliche.
7 September 2009 - 3:24 am
[...] scorsa settimana abbiamo visto come il crowdsourcing, uno dei modelli di creazione del valore più diffusi in rete, stia [...]
15 October 2009 - 2:25 pm
[...] scorsa settimana abbiamo visto come il crowdsourcing, uno dei modelli di creazione del valore più diffusi in rete, stia [...]
15 October 2009 - 2:27 pm
[...] resto dell’articolo qui Tags: Crowdsourcing, Daren C. Brabham, Facebook, Peer-to-Patent, Virgin America Share this [...]