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Facebook, Twitter, Google, Friendfeed: ecco le ricerche in tempo reale

La campagna elettorale di Barack Obama ha dimostrato al mondo l’importanza dei social media: blog, social network, forum, wiki. Nella corsa per la Casa Bianca è diventato essenziale monitorarli costantemente per “tastare il polso” dell’opinione pubblica, scoprendo in diretta le reazioni agli avvenimenti, ai discorsi, alle opinioni dei candidati. Con un notevole risparmio sui sondaggi telefonici a caldo. A un anno di distanza, poi, la morte di Michael Jackson ha mostrato la straordinaria capacità dei social media di diffondere le notizie e amplificarle: la notizia della scomparsa di Jacko è rimbalzata attraverso internet calamitando l’attenzione del mondo. Con un’immediata ondata di commenti.

tweetdeckAdesso strumenti differenti permettono a chiunque di conoscere in tempo reale idee e reazioni delle persone online. È un’evoluzione rapida rispetto a un’idea statica di social network e motori di ricerca. Una vera e propria mutazione genetica che non riguarda unicamenti strumenti per addetti ai lavori, ma spazi abitualmente frequentati da molti italiani: Twitter, Facebook, Google e Friendfeed. Che sono diventati luoghi per comprendere le reazioni istintive e, in un secondo tempo, più ponderate. Ma ognuno presenta alcune differenze, come sottolinea Steve Rubel nel commento a un post che rivela dettagli tecnici alla portata di tutti per approfondire le ricerche online.

Twitter permette di osservare un enorme flusso di informazioni, soprattutto nei paesi anglosassoni (ma anche in Italia dove gli utenti unici mensili sono quasi 600mila). In particolare, è il principale spazio pubblico a mostrare le risposte dopo eventi improvvisi (ricordate il terremoto in Abruzzo? La prima notizia è arrivata dai microblog, pochi minuti in seguito al sisma). Di recente, Twitter ha rivelato la capacità di convogliare il traffico di persone online: è dai microblog che arriva il 10% dei lettori del New York Times. Una pubblicazione di nicchia come Paidcontent di Rafat Ali (specializzata nell’analisi dei contenuti digitali su internet, dalla musica ai video) riceve ormai dai social media più visite che dai motori di ricerca. Nella circolazione delle informazioni online, dunque, qualcosa sta cambiando.

Da poco anche Facebook permette ricerche in tempo reale: chi vuole, infatti, può rendere visibile il proprio profilo anche a tutti gli altri iscritti. E la base di utenti è di più di 300 milioni di persone nel mondo, dieci milioni in Italia. Una vetrina globale dove le informazioni rilevanti sono selezionate dagli utenti. Google, invece, non ha soltanto la sezione “news” per ricerche entro sessanta minuti dalla pubblicazione online. Qualche giorno fa è stato lanciato Hot trends: per adesso funziona unicamente per gli Stati Uniti, ma consente di scavare al di là dell’agenda di blogger e giornali. Un termometro costantemete aggiornato anche su piccole variazioni degli interessi online. È stato il blog Readwriteweb a puntare il dito sulla possibilità (ancora sperimentale e non ufficiale) di fare ricerche in tempo reale (gli ultimi trenta secondi) con Google modificando l’indirizzo web (l’url) con un trucco, e cioè inserendo “&as_qdr=s30”, come suggerisce un utente nei commenti al post di Readwriteweb.

Friendfeed è il meno noto, ma il più ricco di sorprese: è una finestra su un mondo di video, fotografie, articoli, canzoni. Raccoglie, infatti, l’attività online delle persone iscritte, disseminate in decine di siti differenti, attraverso i feed rss. Tutte fonti aggregate in modo istantaneo (come Twitter) o quasi in tempo reale (come per il sito di social bookmarking del.ici.ous). Le sue stanze (room), inoltre, sono una raccolta selezionata di informazioni dove, nei casi più riusciti, le persone commentano e approfondiscono . Aprendo, talvolta, nuovi orizzonti.

(immagine: homard.net)

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