L’appetito per i social network non conosce tregua in queste settimane. E ha innescato una sorta di risiko globale per accaparrarsi le reti sociali online. O almeno stringere accordi di partnership. A fare da apripista sono le multinazionali delle telecomunicazioni. Ericsson si è appena alleata con il social network cinese Kaixin101: uno dei pochissimi che è riuscito a conquistarsi spazio tra le reti sociali online in Cina, uno scenario affollato da decine di concorrenti dove, però, l’unico a guadagnare resta QQ (fondato da Tencent a Shanghai). Kaixin001 aggrega 50 milioni di utenti: il suo punto di forza sono i giochi che coinvolgono i più giovani e gli adulti. Secondo il quotidiano China Daily potrebbe arrivare a breakeven l’anno prossimo. Ericsson svilupperà applicazioni per l’accesso da cellulare, per i videogiochi e per location based services (lbs). L’interesse dei giganti delle telecomunicazioni per i social network e il web 2.0 è salito rapidamente in questi mesi: le acquisizioni, però, in genere non prevedono restyling o cambiamenti nei modelli di business, lasciando inalterato il rapporto della community con il suo luogo di ritrovo online. Anche perché il rischio di fuga dagli utenti non è così remoto. Qualche settimana fa, poi, Nokia ha scommesso su Dopplr (fondato, comunque, da un ex dipendente dell’azienda finlandese): è dedicato soprattutto a un pubblico business abituato a viaggiare continuamente. Dopplr aiuta a organizzare incontri con amici o colleghi che sono arrivati negli stessi giorni in una città all’estero. Nokia, finora, sembra puntare su social network di nicchia che soddisfano bisogni precisi. Nel suo carrello è finito anche Plum Ventures: è un album online per condividere gli aspetti più intimi e privati con poche persone. Una sorta di privé sul web che consente di evitare spazi affollati, riducendo il rischio di oversharing (ipercodivisione) della vita personale.
E Facebook? Ha più di 300 milioni di utenti attivi nel mondo e il 20% accedono da cellulare. Fa gola a molti. Pochi, però sono stati disposti a valutarlo quanto il gruppo russo Digital Sky Technologies (già azionista di Vkontakte, il più frequentato social network nella nazione del Cremlino). Tra maggio e giugno ha acquistato il 3,5% della rete sociale fondata da Mark Zuckerberg, mettendo sul piatto 300 milioni di dollari (14,77 dollari per azione). La valutazione complessiva di Facebook è arrivata a 6,5 miliardi di dollari. Pochi giorni fa, poi, Digital Sky Technologies ha comprato altre azioni dai dipendenti del social network: l’ammontare complessivo dell’operazione sarebbe di 100 milioni di dollari. Adesso, però, ha raggiunto la soglia massima consentita di titoli acquisiti dalle persone che lavorano per Zuckerberg: per aumentare la quota dovrà rivolgersi ad altri azionisti. Tra i più noti che hanno investito, Microsoft (nel 2007 ha comprato l’1,6% per 240 milioni di dollari) e il miliardario cinese Li ka Shing (60 milioni di dollari), fondatore del colosso cinese Huawei. E’ anche un periodo di aggregazioni nel mondo dei social network: la crisi economica facilita le integrazioni. Se LinkedIn è il più grande social network per professionisti (con 50 milioni di utenti registrati), alle sue spalle adesso è arrivato Viadeo: social network francese, in Italia è radicato soprattutto in Lombardia. Con la recente acquisizione della startup canadese Unyq (lanciata nel 2002 come aggregatore di account durante la moltiplicazione dei servizi web 2.0), il nuovo gruppo ha raggiunto più di 25 milioni di membri registrati.
23 October 2009 - 8:45 am
Quello che ancora non è chiaro è il modello di business su cui si basano molti di questi social, la pubblicità è ancora molto poco redditizia e a fronte di queste cifre (centinaia di milioni di dollari) mi chiedo cosa hanno in mente le multinazionali citate per far fruttare questi potenziali investimenti.