Il mobile gaming rappresenta uno dei settori in cui i location based service (LBS) possono esprimere il loro massimo potenziale. Foursquare, ad esempio, nonostante presenti elementi di gameplay ancora rudimentali, sta suscitando molta attenzione mediatica, soprattutto da parte delle testate online e dei blog che trattano di tecnologia e web 2.0. Esistono molti altri titoli che sfruttano la tecnologia GPS, ma ancora non si sono registrati successi commerciali su larga scala. TechCrunch segnala una nuova applicazione per iPhone e Android che, potenzialmente, potrebbe rappresentare una svolta in questo settore specifico. GpsAssassin, infatti, combina la localizzazione dell’utente con un gioco molto in voga negli Stati Uniti, soprattutto nei campus universitari, facendo proprie le dinamiche dei “text-based games”, ormai molto diffusi su Twitter.
Il gioco, nella sua versione tradizionale, appartiene alla categoria dei “live action game”. Lo scopo è quello di eliminare gli altri partecipanti utilizzando armi finte, come ad esempio pistole ad acqua o bastoni di gommapiuma, fino alla proclamazione del vincitore. Il fondatore di GpsAssassin, Nicholas Holland, ha raccontato di come non sia stato facile far capire al pubblico che il gioco, pur condividendo alcune meccaniche con i vari iMob e Mafia Wars che impazzano su Twitter, presenta un approccio del tutto nuovo grazie alla localizzazione. Dopo aver scelto un nickname, i giocatori possono eseguire una serie di azioni, la più importante delle quali permette di cercare altri player da assassinare in un raggio di otto chilometri. Cliccando sul nome di uno di essi si entrerà nel cosiddetto “Attack mode” in cui si potrà attaccare gli altri partecipanti attraverso armi inventate dagli stessi utenti come il “Gospel of Chuck Norris”.Holland afferma come gli utenti abbiano incominciato a seguire strade diverse durate i loro spostamenti in macchina per riuscire ad eliminare più giocatori possibili, per poi scappare rapidamente dal raggio d’azione del nemico per evitare una rappresaglia. Un altro fenomeno spontaneo è stata la creazione di squadre e alleanze che contrappongono addirittura intere zone cittadine. All’interno del gioco, gli utenti potranno allenarsi contro bot guidati dall’intelligenza artificiale per migliorare le proprie statistiche e, quindi, le probabilità di successo nei duelli con gli altri giocatori. Il modello di business alla base del progetto si basa sulla distribuzione gratuita dell’applicazione combinata con l’acquisto di moneta virtuale, grazie alla quale gli utenti possono comprare i potenziamenti per il loro personaggio.
Un’applicazione di questo tipo, quindi, ha tutte le carte in regola per avere un buon successo commerciale, basandosi su un gameplay collaudato e di successo, arricchito allo stesso tempo dalle possibilità garantite dalla geolocalizzazione.
Come abbiamo già visto, però, questo nascente mercato non è popolato solamente da promettenti start-up che sognano di realizzare la prossima killer application in ambito mobile. I grandi nomi dell’industria tecnologica e del web si stanno muovendo a grandi passi per non farsi trovare impreparati nel momento in cui i location based service diventeranno davvero un fenomeno di massa. L’ultimo caso registrato è quello di Apple che, piuttosto in sordina, ha acquisito Placebase, azienda specializzata nell’online mapping. Questa mossa rappresenta sia la volontà di Apple di rendersi indipendente da Google Maps per la realizzazione di servizi legati alla localizzazione, sia la voglia di accaparrarsi professionisti esperti in questo settore. Dopo la mancata approvazione nell’App Store di Google Latitude per iPhone, motivata dal fatto che avrebbe confuso gli utenti rispetto all’applicazione nativa Maps, Apple dimostra nuovamente di voler giocare un ruolo da protagonista in un mercato che ormai nessun player del settore può più permettersi di trascurare.
Fonte della foto: http://www.techcrunch.com