
Lo scandalo di Scamville continua. E i suoi effetti si propagano a macchia d’olio. Chiede scusa Mark Pincus, il ceo dell’azienda accusata di truffare gli utenti. Si dimette Anu Shukla, la “regina dello spam”. E Facebook sospende altri due network pubblicitari sulla sua piattaforma. Tutto è iniziato una settimana fa, quando Techrunch ha rivelato che i giochi sul social network (come Farmville, la fattoria abitata da 62 milioni di persone, progettata dalla software house Zynga) hanno raggiunto fatturati da record anche in modo poco trasparente: hanno venduto beni virtuali (come i semi per la fattoria) a utenti che li hanno pagati. Ma gli utenti che hanno guadagnato monete virtuali senza usare la carta di credito (e quindi, per esempio, rispondendo a sondaggi) potrebbero aver ceduto dati personali senza saperlo a terze parti. E’ stato un terremoto nel mondo dei social network e delle agenzie di pubblicità online, seguito da rivelazioni e dibattiti.
Mark Pincus, il ceo di Zynga, ha deciso un pubblico mea culpa, dichiarando che le offerte-truffa saranno rimosse. Sembrerebbe un lieto fine, ma non è così. Mike Arrington, fondatore di Techcrunch e autore dell’articolo-scoop, è andato a controllare i giochi di Zynga su Facebook dopo le scuse di Pincus: ha trovato altri annunci pubblicitari che invitano gl utenti a cedere dati personali. Finora, dunque, non è cambiato nulla. Anzi, secondo Arrington è un giro d’affari troppo importante perché Facebook rinunci. Quanto potrebbe valere? Business insider prova una stima: Zynga spenderebbe in pubblicità sul social network più grande del mondo circa 6 milioni di dollari al mese, cioè 72 milioni di dollari l’anno. Se fosse vero, sarebbe il 13% del fatturato di Facebook.
Ma l’inchiesta di Techcrunch ha avuto anche un effetto immediato su un’altra società coivolta, Offerpal Media: il ceo Anu Shukla ha rassegnato le dimissioni, bollata come “Regina dello spam”. Al suo posto è arrivato George Garrick. Che ha messo subito le cose in chiaro, sostenendo che d’ora in poi ogni offerta di Offerpal Media rispetterà gli standard di integrità e qualità. Inoltre, secondo Garrick, sarà controllata qualsiasi inserzione prima della distribuzione sul network.
E Facebook che cosa dice? “Dall’introduzione degli aggiornamenti per le policy degli annunci di terze parti sulla piattaforma di Facebook a luglio, abbiamo disabilitato due interi network pubblicitari e abbiamo ricondotto alla compliance più di cento applicazioni per violazioni legate alle offerte in diverse regioni del mondo: più della metà delle applicazioni aveva oltre un milione di utenti attivi mensili”. Il social network di Mark Zuckerberg ha inoltre disabilitato altri due network. Ma dichiara anche di non essere l’unico sul banco degli accusati: “E’ responsabilità degli sviluppatori e dei network pubblicitari di assicurarsi che i contenuti su applicazioni di terze parti siano appropriati”.
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