I social media rientrano nei piani di investimento delle aziende, con un sguardo oltre la crisi: è il risultato di un sondaggio Deloitte che descrive le scelte strategiche di 400 società negli Stati Uniti, soprattutto medie imprese (il 45% del campione guadagna meno di un milione di dollari e il 35% ha meno di cento impiegati). Il 94% degli intervistati ha dichiarato che finanzieranno le iniziative su social network, blog, wiki, forum e altri strumenti di community.
Perché il social software e le community sono importanti? Tre sono i principali motivi sottolineati da Deloitte:
In particolare, il 35% affida la comunicazione attraverso i social media a impiegati tempo pieno (da 2 a 5 persone). Certo, la partecipazione online negli Stati Uniti è generalmente maggiore che in Europa, ma le tendenze in atto sono legate al raggiungimento di obiettivi: alimentare il passaparola (40% degli intervistati), incrementare la fedeltà dei clienti (35%) e la conoscenza di un brand (30%), diffondere all’esterno le idee di un’organizzazione (30%), migliorare la qualità dell’assistenza ai clienti (25%).

Come fare, però, a valutare il livello di partecipazione della community? Deloitte lo ha chiesto alle aziende e i primi dieci parametri di misurazione preferiti dalle imprese per capire il loro rapporto con il pubblico attraverso i social media sono:
- numero degli utenti attivi
- frequenza dei commenti ai post
- numero di visitatori unici
- numero degli utenti registrati
- numero dei visitatori ricorrenti
- frequenza delle visite
- tempo trascorso sul sito
- engagement
- cambiamenti dell’andamento del traffico sul sito
- page views
Quello dei social media, però, resta ancora uno spazio da esplorare a fondo. North Social, un’agenzia di comunicazione, evidenzia nove modi in cui possono essere utilizzati social network, blog e microblog. I primi sono i più noti: nelle pubbliche relazioni, per esempio, è famosa la campagna per l’elezione del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. E’ stato impiegato dallo staff un ampio ventaglio di opportunità: finanziamenti attraverso internet (crowdfounding), partecipazione dei supporter (attraverso le foto su Flickr o i video su YouTube), intrattenimento con i social network (twitter, Facebook). Altri impieghi sottolineati da North Social sono: customer support, ricerche di mercato (attraverso discussioni con i consumatori), brand marketing (come le applicazioni per iPhone, che possono fornire dati come il luogo di un negozio o altre indicazioni), promozioni di prodotti (per esempio, con una pagina per fan su Facebook). E ancora: dialogo con i consumatori (a differenza delle inserzioni pubblicitarie, sottolinea North social, sui social network le informazioni restano per un periodo di tempo più lungo), vendite, sviluppo di nuovi prodotti (basti pensare a Innocentive, un social network utilizzato dalle aziende per trovare soluzioni con il supporto di una community di scienziati) e customer relationship management.
7 November 2009 - 10:32 am
[...] Social media: le aziende investono anche durante la crisi Social media: le aziende investono anche durante la crisi – Club dei media sociali. [...]
12 November 2009 - 10:27 am
Credo che negli Stati Uniti la campagna 2.0 di Obama abbia arricchito di notevole credibilita’ l’ utilizzo dei social media come strumento prezioso non solo per promuovere brand\prodotti ma soprattutto per comunicare, creare condivisione, porsi in sintonia con i propri utenti.
Con influenze rilevanti in termini di vendita….