Gary Vaynerchuck ha un’azienda vinicola di famiglia. Vigneti, idee e un marchio. E scommette sul passaparola online. Come? Con un videoblog che racconta il mondo del vino. Qual è stato il vantaggio di parlare con i clienti attraverso i social media? Vaynerchuck snocciola alcune cifre: inviare email a liste di potenziali clienti gli è costato 15mila dollari e ha visto arrivare 200 nuovi clienti per compare le sue bottiglie di vino. Con Twitter non ha speso nulla, ma ha ottenuto 1800 clienti in più. Il beneficio è misurabile.
E’ un esempio che mostra le potenzialità dei social media, quando le scelte di comunicazione sono adatte alle esigenze. E, soprattutto, mostra come il guadagno sia nell’allargare il pubblico in ascolto. Che può intervenire se è coinvolto, replicare, aggiungere contenuti. Tanto che un blog è dedicato alla Socialnomics, esperimenti di integrazione tra società ed economia.
Secondo UsaToday più di 300mila aziende hanno una presenza su Facebook: un terzo sono piccole imprese. L’articolo del quotidiano vale una lettura: spiega come Twitter, Facebook, LinkedIn e MySpace sono stati utilizzati per aprire uno spazio di conversazione (o, semplicemente, una vetrina in luoghi frequentati dalle persone). Se quello di Vaynerchuck è un caso che riguarda le piccole imprese familiari, basta ricordare la campagna di Burger King per le multinazionali: una spesa di 50mila dollari ha portato a un’esposizione su spazi pubblicitari per 400mila dollari. Oppure Dell: attraverso Twitter ha venduto tecnologie informatiche per tre milioni di dollari: ancora una volta a costo zero. Pensare che il rapporto di Dell con i social media era iniziato piuttosto male: un blogger aveva criticato l’assistenza clienti della multinazionale e sul suo post era arrivata una valanga di commenti negativi verso Dell. Poi, la svolta e la società informatica apre IdeaStorm, una piattaforma per raccogliere suggerimenti e idee del pubblico per lo sviluppo di servizi e prodotti. Oppure la scelta di Ford: la casa automobilistica ha investito il 25% delle risorse in comunicazione sui social media: è anche l’unico gigante statunitense dell’automobile a non aver fatto ricorso ai sussidi statali, il maxistanziamento da 800 milioni di dollari degli Stati Uniti. Non poteva mancare un riferimento alla campagna elettorale di Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti: aiutandosi anche con blog, social network e Twitter ha ottenuto 500 milioni di dollari in donazioni (per la maggior parte inferiore ai cento dollari). E, allora, viene da chiedersi: qual è il vero costo di non fare nulla?
Qui un video che racconta la socialnomics