Twitter ha trovato fonti di guadagno: la piattaforma di microblogging si è accordata con Google (per 15 milioni di dollari) e Bing (10 milioni di dollari). In totale, osserva Businessweek, ha incassato 25 milioni di dollari. Non è noto l’ammontare complessivo dei finanziamenti che il microblog ha ricevuto dalla sua fondazione nel 2005: gli accordi resi pubblici arrivano a circa 60 milioni di dollari in investimenti da parte di aziende e fondi di venture capital. Poco dopo la notizia dell’accordo con i due motori di ricerca, twitter ha acquisito Mixer Labs: è una startup che ha sviluppato tecnologie per la georeferenziazione dei tweet. In particolare, permette di sapere da dove vengono pubblicati gli status update. Ma il modello di business di twitter è ancora in fase di evoluzione. Search engine land, un portale d’informazione specializzato in tecnologie per le ricerche online, propone alcune ipotesi per capire come può crescere il fatturato di twitter, valorizzando le risorse del microblog (notizie aggiornate in diretta, partecipazione di professionisti, ampia diffusione geografica, filtro globale per le informazioni, canale per il passaparola online, “finestra” sulle reazioni immediate degli utenti sul web). Ecco alcune opportunità
- Rispondere alle domande delle persone: utilizzare i microblog come un motore di ricerca “umano” in grado di rispondere ai quesiti delle persone. E’ un sistema che potrebbe anche essere finanziato con micropagamenti, nel caso di esperti che mettono a disposizione tempo e competenze.
- Strumento per la ricerca e la selezione di personale: è una funzione già sviluppata da social network professionali come LinkedIn o Xing. Per esempio, pubblicando annunci di lavoro locali.
- Monitoraggio dei tweet: capire le opinioni e le reazioni delle persone attraverso gli status update.
- Servizi premium: offrire, per esempio, spazi pubblicitari. Si tratta di una strada ancora incerta: twitter non visualizza direttamente pubblicità e Facebook ha uno spazio limitato per gli annunci (che, però, può essere ampliato). In genere, gli utenti non hanno mostrato di accettare la diffusione della pubblicità su internet.
Eppure l’attività sul web non rallenta. Trendstream e Lightspeed hanno rilevato i comportamenti di un campione di utenti con il sondaggio “Global web index” su un campione di 32mila persone nel mondo. Negli Stati Uniti, il 44% degli intervistati ha impiegato il tempo per gestire il proprio profilo sui social network e il 42% ha caricato una fotografia: piattaforme per le relazioni sociali e per la condivisione di immagini, dunque, hanno la capacità di coinvolgere il pubblico online più di altre iniziative. Le altre attività, infatti, sono più limitate: il 15% ha caricato un video, il 12% ha scritto sul suo blog e il 10% ha inviato messaggi attraverso microblog come twitter. Se gli Stati Uniti possono essere considerati indicativi per comprendere lo scenario di internet anche in Europa, il Giappone è all’avanguardia nell’utilizzo del web 2.0 da cellulare: il 34% delle persone intervistate è entrato in un social network esclusivamente attraverso uno smartphone. I dati per le altre operazioni da postazione fissa (computer desktop), invece, sono più limitati: il 24% ha scritto su un blog, il 19% ha caricato un’immagine online, il 14% ha gestito il proprio social network e l’8% ha scritto sui microblog.