Per le organizzazioni non profit, i social media sono un’opportunità da non sottovalutare. Soprattutto su base locale: permettono, infatti, di raggiungere il pubblico in modo capillare. Il principale investimento è nel tempo impiegato per progettare iniziative e coinvolgere le persone. Ma, come mostra la storia di una piccola ong, i social network possono diventare una piattaforma per raccogliere finanziamenti attraverso la collaborazione del pubblico online. L’associazione è “Find the cure” ed è stata fondata da alcuni medici a Savona che, circa due anni fa, hanno aperto un profilo su Facebook. Alcuni ragazzi della zona hanno scoperto “Find the cure” attraverso la rete sociale online e hanno deciso di raccogliere piccoli contributi durante feste e altri eventi. Sono somme di denaro che hanno contribuito a finanziare le missioni umanitarie all’estero, come i medcamp.
Sul blog di Social media today, Chad Norman propone alcuni consigli per le organizzazioni non profit. Sono idee che non richiedono competenze specifiche, ma possono contribuire a coinvolgere le persone e facilitare la raccolta di fondi. Su Facebook, per esempio, è utile aprire una fan page che permette alle persone di pubblicare commenti, fotografie, video (attraverso “Wall”). Oppure aggiungere il feed rss del blog con l’applicazione Notes: è una scelta che consente di aggiornare la pagina in modo automatico. Adattare alle proprie esigenze una fan page non è complesso: si possono usare le tab in alto (a partire dall’opzione “edit settings” sotto la fotografia) per aggiungere contenuti come le presentazioni in power point. Come? Basta entrare nel sito di Slideshare e aggiungere l’applicazione per Facebook: le slide caricate online su Slideshare appariranno anche sulla fan page. Il social network fondato da Mark Zuckerberg, inoltre, aiuta a lanciare eventi (feste, cineforum, convegni): a differenza della posta elettronica, permette lo sviluppo di una discussione online con i membri dell’ong e gli iscritti di Facebook.
Con twitter è importante differenziare le possibilità di partecipazione in modo da rispondere alle specifiche richieste del pubblico. Chi ha già aperto un account sul microblog, infatti, può selezionare i suoi contatti su twitter nel settore non profit e riunirli in una lista specializzata (qui un esempio - oltre 180 contatti - che vede persone impegnate nel non profit, associazioni, istituzioni internazionali). In questo modo, diventa più semplice per le persone interessate trovare un canale per ricevere informazioni, idee e opinioni. Stimolare le discussioni e partecipare, poi, è un momento importante per coinvolgere le persone online, soprattutto su base locale nelle grandi città. E ancora: twitter è anche una sorta di bacheca per gli annunci che permette di segnalarsi ai volontari ed è uno spazio utile per condividere fotografie delle attività organizzative (attraverso twitpic). Anche YouTube è uno spazio di comunicazione importante: la proposta di Chad Norman è di aprire un canale sul sito di videosharing e lanciare una gara su un tema: per esempio, pubblicando sul web un video e chiedendo al pubblico altri filmati in risposta. Un gruppo tematico su Flickr (la piattaforma per condividere immagini), invece, può contribuire allo sviluppo di veri e propri album tematici online. Per chi crede nel motto “show, don’t tell” (mostra, non parlare).