
Le banche dati delle istituzioni britanniche sono online: il progetto è stato seguito da Tim Berners Lee, inventore del World Wide Web quando era ricercatore al Cern di Ginevra. Il sito è Data.gov.uk: l’obiettivo è di permettere agli sviluppatori di integrare le informazioni in siti web e applicazioni. Significativo lo slogan “Unlocking innovation. Working with Uk public”: è un esperimento di open innovation alimentato dal crowdsourcing, dalla collaborazione del pubblico per scoprire idee e diffonderle. Tra i primi a cogliere l’opportunità, un portale che invia email nel caso in cui un vicino abbia presentato una domanda per costruire (PlannigAlerts) e un sistema per consentire alle persone di segnalare buche sulle strade (FillThatHole). E’ un primo passo per una nuova generazione di applicazioni, sulla scia del modello Apple Store: con l’iPhone, infatti, i software progettati dagli sviluppatori valorizzano informazioni “implicite” (per esempio, la georeferenziazione), dati immessi dagli utenti (come le opinioni e i consigli), oppure archivi (musica, testi, video, fruiti in differenti modalità). Attraverso la cooperazione con la sua community, l’AppStore è diventato un successo globale. Amazon ne ha seguito l’esempio e ha dichiarato che sta lavorando al suo negozio per le applicazioni online, a pochi giorni dal lancio del tablet di Apple (definito da Steve Jobs, fondatore dell’azienda di Cupertino, “la cosa più importante che abbia fatto”) L’iniziativa proposta da Tim Berners Lee diventa un tassello di un ecosistema aperto che cresce grazie alla disponibilità di dati in pubblico dominio. Modificando, in questo caso, il rapporto con i cittadini che possono accedere a un’ampia gamma di informazioni. Berners Lee ha sperimentato per sei mesi il sito. Il giorno successivo all’annuncio del governo inglese, è scesa in campo anche la Casa Bianca: in seguito alla direttiva Open government emanata dall’amministrazione Obama, sono stati pubblicati mille dataset su sito Data.gov. E altri si aggiungeranno alla libreria online.
(phote credits: campuspartymexico by Flickr)