Sottoscrivi: RssEmail

Blog

Musica e nuvole: sfida al modello iTunes

Si incrina la stella di iTunes? Un’analisi di eMarketer, una società specializzata nello studio di tendenze del web 2.0, sostiene che nei prossimi quattro anni aumenterà dell’11% la spesa per musica digitale su internet. Secondo le previsioni, il pubblico si rivolgerà ai servizi per l’ascolto di canzoni online (in streaming), limitando la crescita dei sistemi che prevedono il download di file mp3. E la piattaforma di Apple (collegata con l’iPod all’interno dell’ecosistema della mela di Cupertino) ha come modalità di fruizione della musica lo scaricamento di brani (a pagamento o gratuiti, come i podcast delle università). Anzi, eMarketer sottolinea la crescente diffusione della “cloud based music“. L’idea è che le persone ascoltano canzoni da dispositivi differenti (cellulare, lettore mp3, notebook, netbook): diventano, quindi, più pratici archivi online di musica, accessibili ovunque attraverso internet, che consentono di avere a disposizione veri e propri juke box (la parola “cloud” è legata al concetto di cloud computing, servizi disponibili attraverso internet all’interno di un browser). L’utente, poi, paga un abbonamento mensile. Qualche esempio? Last.fm è stato tra i primi a lanciare le social radio: permette di ascoltare palinsesti costruiti dal pubblico (jazz, rock, pop) per 3 euro al mese. Jamendo, invece, è uno spazio per caricare musica pubblicata secondo la licenza creative commons e ascoltarla in diretta (o scaricarla da internet): è un palcoscenico per band emergenti che, in questo modo, attivano il passaparola online (sono previsti differenti modelli per monetizzare, eventualmente, l’ascolto come la condivisione degli incassi pubblicitari e il pagamento per la riproduzione in radio). Anche iLike (collegato a MySpace) offre canzoni da godersi in streaming ed è una community per appassionati di musica.

Commenti chiusi.