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Fiducia nei mass media in calo: un’opportunità per blog e social network

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Cala la fiducia del pubblico nei mass media. Lo scetticismo non risparmia nessuno: nell’ultimo anno, secondo un sondaggio di Edelman, la televisione, la radio, i giornali e persino gli amici hanno registrato un vistoso calo in questa particolare classifica. La ricerca di Eldelman non indaga sui motivi di un cambiamento così rapido e unilaterale nei sentimenti delle persone. Non è da escludere l’impatto della crisi economica globale: negli Stati Uniti, per esempio, sono stati persi 3,6 milioni di posti di lavoro dal dicembre 2007. Osservando i dati, l’amministratore delegato della società di comunicazione Richard Edelman ha affermato, in un’intervista ad Advertising Age, che occorre comunicare con le persone su più dimensioni prima di poter ottenere attenzione. Ripaga, quindi, un investimento trasversale su televisione, radio, giornali e Internet. Altrimenti la credibilità del messaggio risulterebbe limitata. In particolare, la rivista online sottolinea il calo di fiducia negli amici, sollevando dubbi proprio sui social media. Ma non è chiara la definizione di amici adottata da Edelman nel suo sondaggio: gli spazi online rappresentano soltanto una parte della vita delle persone. Le persone elencate come “friend” su Facebook o “followers” su twitter, anche se fossero classificabili tutte come amici, costituirebbero comunque un sottogruppo delle relazioni di una persona. Per blog e social network, invece, è un’opportunità per aggregare piattaforme diverse e alimentare la circolazione di una fiducia carente su singoli media, ma distribuita ormai su conversazioni che sono trasversali. Cresce la capacità degli spazi digitali di raccogliere contenuti (video, immagini, testi, suoni) e discussioni. Televisioni (come la Rai) e radio trasmettono in streaming attraverso Internet, quotidiani e riviste hanno le loro pagine web, gli amici si connettono attraverso chat e social network. Resta una questione aperta: la selezione delle informazioni frammentate in una valanga di brevi messaggi (dai tweet agli status update di Facebook). Secondo l’Internet Advertising Bureau, infatti, la spesa per il marketing digitale crescerà del 66% nel 2010: in Gran Bretagna il budget per le campagne pubblicitarie su Internet ha superato gli investimenti sulle emittenti televisive.
Eppure la ricerca di Edelman mostra altri risultati interessanti. Nell’anno della crisi economica, gli amministratori delegati sono diventati i volti pubblici delle aziende, intervistati dai cronisti per conoscere le previsioni. E, in una situazione difficile, hanno guadagnato la fiducia dell’opinione pubblica, salendo dal 17% del 2008 al 26% del 2009. Stessa sorte per altre figure chiamate a interpretare e raccontare la ristrutturazione economica e finanziaria: funzionari pubblici (dal 22% al 27%) e analisti finanziari (dal 46% al 52%).

(image credits: Edelman)

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