
A gennaio YouTube ha lanciato un programma per noleggiare film online. Il palcoscenico per l’iniziativa è stato il Sundance festival, diretto da Robert Redford, con un ampio spazio per la cinematografia indipendente. L’incasso non ha raggiunto cifre elevate: poco sopra 10.700 dollari, ma altri produttori indipendenti hanno deciso di aderire (soprattutto team specializzati in film di animazione e sport). Sulla scia della ricerca di modelli di business in grado di valorizzare lo streaming online, il portale di video Hulu (finanziata da Cbs, News Corp e Disney) ha superato un miliardo di filmati riprodotti in un mese: è il primo a farlo dopo YouTube (ma è accessibile unicamente dagli Stati Uniti). E punta, per adesso, sulla pubblicità. Nella classifica stilata dalla società d’analisi Comscore (e relativa agli Stati Uniti) appare per la prima volta Netflix: è uno spazio web per acquistare film in streaming in alta qualità, entrato in diciannovesima posizione.
YouTube è il principale portale di videosharing al mondo. Al suo successo hanno contribuito i blogger, diffondendo i video nei loro post. Una ricerca di Sysomos ha monitorato 2,5 milioni di video inseriti nei blog da YouTube, rivelando alcuni aspetti interessanti. I filmati musicali rappresentano il 31% del campione analizzato, seguiti dall’intrattenimento (15%). Non a caso il portale di videohsaring ha stretto accordi di condivisione dei ricavi (revenue sharing) con molte major discografiche. Inoltre, secondo lo studio, non esite correlazione tra il voto di un filmato e la sua popolarità (in termini di frequenza della riproduzioni online): il numero di “stelle” attribuito mediante il voto, dunque, non sembra legato al successo di un filmato tra il pubblico. In media i video su Youtube durano 4 minuti e 12 secondi: in particolare, tra le categorie più rilevanti, lo “sport” arriva a 3 minuti e 4 secondi, “politica e notizie” raggiungono in media 5 minuti e 19 secondi. I commenti ai filmati sono mediamente 179, ma la variazione è ampia. Non sorprende che siano i video di “politica e notizie” a raccogliere la quota più alta di opinioni degli utenti (561), mentre la sezione “people&blog” arriva a 298. Ogni video viene visto in media 99mila volte: il picco è raggiunto con i filmati musicali (224mila visioni). I più attivi nella diffusione virale di video sono i blogger tra i 20 e i 35 anni: il 57% ha pubblicato i filmati di YouTube nei suoi post.
Su YouTube come strumento di comunicazione istituzionale ha puntato anche lo staff del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Il numero uno della Casa Bianca ha risposto alle domande del pubblico dopo un discorso trasmesso in diretta sul portale di videosharing. E di recente l’amministrazione Usa ha lanciato un concorso tra i teenager per pubblicare un video creativo sull’attività del sito Usa.gov.
Qui il report di Sysomos