Sottoscrivi: RssEmail

Blog

Accesso in mobilità: esperimenti “freemium” per i giornali

kindle

Gli ecosistemi digitali per l’editoria si allargano: la frontiera è l’accesso alle informazioni in mobilità. Un’esigenza che trova risposte differenti. Il Wall Street Journal ha annunciato un’applicazione per iPad: costerà 18 dollari. Il prezzo fa discutere su internet e stabilisce un punto di partenza per una nuova categoria di strumenti software in grado di gestire attivamente le informazioni. Ma l’ereader della Apple è l’ultimo tassello di un sistema integrato per l’accesso alle notizie su piattaforme digitali in mobilità. Giornali e libri sono consultabili da Kindle (i quotidiani, in particolare, sono a pagamento): come ha più volte sottolineato Amazon, è un dispositivo che intensifica l’attività di lettura soprattutto per chi è già interessato alla carta stampata. Le applicazioni per smartphone hanno ampliato ulteriormente l’interesse alla lettura in mobilità. Il Guardian ha scelto di far pagare il suo software per iPhone (ma il sito web del quotidiano inglese è interamente gratuito): in dieci settimane è stato scaricato centomila volte. Altri invece hanno scelto di rendere l’applicazione disponibile gratuitamente, come il New York Times (anche se progetta di far pagare la lettura degli articoli oltre una soglia mensile, come il Financial Times). Altri quotidiani hanno rilasciato l’applicazione senza costi per l’utente, ma l’aggiornamento è a pagamento. Sono esperimenti per modelli di business freemium che integrano servizi a pagamento e senza costi.
L’iPad si inserisce in un contesto per l’accesso ai contenuti digitali in mobilità presidiato già dagli smartphone e dagli ereader. Ma come pensano di utilizzare il tablet della Apple? La metà degli intervistati da ComScore non ha particolari fantasie: pensa di navigare e leggere la posta elettronica. Sembra assente la percezione nell’immaginario di usi innovativi. Seguono altre attività: ascoltare musica (38%), leggere ebook (37%), tenere contatti (37%), guardare video (36%), archiviare fotografie (35%), leggere i giornali (34%). Sono funzioni multimediali, legate a un’interfaccia naturale per l’interazione attraverso le mani. Nel sondaggio scaricare applicazioni interessa, invece, una persona su quattro.

(photo credits: allaboutgeorge by flickr)

Commenti chiusi.