Con la distribuzione dell’ultimo SDK (software developer kit) di iPhone OS ci sono state importanti modifiche nel contratto che i programmatori firmano per poter sviluppare su questa piattaforma specifica. In particolare, è stato rimosso il divieto di utilizzare la rete 3g per effettuare chiamate voip. Grazie a questa modifica cade quindi una delle limitazioni più criticate dagli utenti, permettendo così ad aziende come Skype lo sviluppo di applicazioni voip per il telefono della Mela.
Fino ad oggi, il divieto di utilizzo di questo protocollo su rete 3g era chiaramente espresso nel contratto attraverso la formula “..le applicazioni non devono avere funzionalità voip che usino le reti cellulari”.
Questa precisazione faceva parte di una serie di limitazioni come ad esempio il divieto di produrre applicazioni che comportassero un eccessivo consumo di banda e l’obbligo degli sviluppatori di detenere tutti i diritti dei contenuti presenti nei software da loro prodotti (motivo della recente esclusione dallo store online della controversa applicazione IMUSSOLINI, alla base di una disputa tra lo sviluppatore e l’Istituto Luce).
Subito dopo la notizia di questo cambiamento dei termini contrattuali tra Apple e sviluppatori, Skype ha reso noto sul suo blog aziendale che è in fase di progettazione una nuova versione del suo software per iPhone, che dovrebbe permettere chiamate con qualità audio CD su rete 3g utilizzando il protocollo voip.
Questa novità permetterà ai clienti del telefono Apple di risparmiare sulle chiamate, accedendo inoltre a tutti i servizi “cost efficient” del voip.
Meno contente saranno le compagnie telefoniche che hanno accordi di “revenue-sharing agreement” con Apple, che prevedono il versamento di una quota mensile dell’abbonamento degli utenti all’azienda di Steve Jobs. Fino ad ora, il blocco del voip era chiaramente finalizzato ad aumentare l’appetibilità dell’iPhone per le compagnie telefoniche in fase di lancio e early growth.
Gli operatori che sceglievano di stipulare una partnership con Apple, infatti, fruivano di un doppio vantaggio:
1) l’impossibilità di effettuare chiamate voip obbligava i clienti a usare la normale rete gsm, ben più costosa;
2) il mancato traffico dati che l’utilizzo del protocollo voip avrebbe generato (2 mb per ogni minuto di conversazione circa). Nella maggioranza dei piani tariffari dedicati di Iphone, infatti, è già prevista una soglia di traffico dati inclusa che viene quindi pagata mensilmente dal cliente senza che debba essere obbligatoriamente utilizzata. Le compagnie hanno quindi tutto l’interesse che quel traffico già pagato sia consumato. Tutte queste limitazioni avevano lo scopo di poter concordare migliori contratti di revenue sharing tra Apple e gli operatori mobili.
Apple potrà implementare il voip anche sul suo nuovo terminale iPad, puntando quindi all’utilizzo dei suoi prodotti anche nel settore aziendale, ambito in cui il protocollo per le chiamate voce su rete Internet ha conosciuto una diffusione molto veloce.
