
Il fondatore di twitter, Biz Stone, ha inviato una email agli utenti del servizio. Afferma che gli iscritti sono aumentati del 1500%: più di 70mila applicazioni ufficiali sono state sviluppate a partire dai microblog (e dalle informazioni condivise online attraverso i messaggi di 140 caratteri). Adattandosi alle esigenze degli utenti (per esempio, migliorando la ricerca per temi o per luoghi), twitter è diventato un punto di incontro per condividere idee, opinioni, dati, emozioni. E un punto di partenza per diffondere messaggi accessibili su altre piattaforme online, ad esempio attraverso social network come Facebook (per chi ha installato l’applicazione che invia i messaggi di twitter automaticamente sul profilo personale), Ning, Friendfeed, LinkedIn. Oppure, utilizzando aggregatori di social network: spazi per gestire più reti sociali online contemporaneamente (per esempio, il software Tweetdeck e Hootsuite). Con un risparmio di tempo e di attenzione.
La mossa di Biz Stone arriva in un momento in cui i dati su twitter mostrano un rallentamento nella crescita dei visitatori. A rivelarlo è una ricerca di HotSpot, segnalata da Brian Solis: l’anno scorso l’incremento di utenti ha raggiunto il picco a marzo (+13%) per scendere fino a ottobre (+3,5%), ultimo mese di rilevazione dei dati. Secondo Solis, il problema principale per twitter è l’esperienza iniziale delle persone che per la prima volta accedono ai microblog. E sottolinea la mancanza di un senso di comunità legata all’eccessiva presenza di messaggi pubblicitari. Se rallenta la crescita di utenti, è altrettanto vero che chi usa twitter è più impegnato: il valore d’uso della piattaforma tecnologica viene alimentato dall’impegno costante di una comunità di appassionati. Gli aggiornamenti sono quadruplicati in sei mesi: da poco più di cento a quattrocento. Il giovedì è il giorno di picco per i messaggi: gli orari di punta, invece, sono le 9 del mattino (l’orario di inizio delle attività in ufficio), le quattro del pomeriggio (un momento in cui può essere utile leggere cosa è stato pubblicato durante le ore precedenti) e le dieci di sera. La maggior parte dei tweet è lunga 140 caratteri (il massimo permesso da twitter): come ricorda Solis, però, occupare l’intero spazio disponibile rende più difficile i “retweet”, cioè l’invio del messaggio da parte di altri lettori (simile alla funzione “inoltra” della posta elettronica: è un meccanismo che accelera la circolazione delle informazioni all’interno delle cerchie sociali). Le cifre complessive, comunque, sono imponenti: ogni giorno sono 50 milioni i tweet pubblicati (direttamente da persone o in modo automatico). In un mese, dunque, i messaggi sui microblog sono 1,2 miliardi.
Ma i social network contribuiscono a modificare il valore d’uso di internet. Una ricerca del Pew research center ha osservato il modo in cui si informano le persone negli Stati Uniti: le prime due fonti sono le televisioni (rispettivamente, nazionale e locale). Al terzo posto il web, seguito dai quotidiani. E’ un sorpasso o, anche, un redistribuzione dell’attenzione all’interno delle piattaforme tecnologiche per accedere all’informazione (televisione, radio, internet, carta stampata): il sondaggio del Pew research center rivela, infatti, che nove persone su dieci usano più mezzi di informazione durante la giornata.