
Attesa per Chirp: la conferenza per gli sviluppatori software di twitter è alle porte. Sarà un’occasione per progettare le evoluzioni della piattaforma di microblog. Che diventa sempre più internazionale: sei account su dieci sono stati registrati al di fuori degli Stati Uniti. A novembre arriva una versione in spagnolo (che si aggiunge a italiano, francese, tedesco e giapponese). Ha fatto molta strada dal 2007, con l’intuizione dei fondatori Evan Williams e Biz Stone. In poco tempo hanno affrontato una selva di concorrenti (poi scomparsi o mai decollati), come jaiku. Da subito è iniziata l’espansione verso l’esterno e l’integrazione con altri spazi web. I blogger hanno contribuito al successo: i tweet sono diventati strumenti per comunicazioni più rapide o “edicole” per i post. Anche il pubblico generalista ha contribuito alla crescita della piattaforma: l’idea dei retweet (simili ai “forward” per i messaggi di posta elettronica) ha preso piede prima tra gli utenti. In seguito, è diventata una funzione automatica per aggregatori come Tweetdeck. E, infine, è stata adottata anche all’interno di twitter. Il continuo flusso di messaggi è diventato difficile da gestire: sono stati gli sviluppatori esterni a lanciare applicazione per selezionare i contenuti rilevanti, sulla base di criteri differenti: area geografica, parole chiave, retweet.
Ma adesso arrivano segnali di cambiamento. “Due anni fa, aggiungere valore all’ecosistema di twitter significava costruire un buon lettore o un buon aggregatore. Ma il valore di adesso non è quello di allora”, scrive John Battelle sul suo blog. Twitter ha comprato tweetie, un’applicazione per iPhone, entrando direttamente sulla piattaforma di Apple (dove sono già presenti software simili per accedere ai microblog). E di recente ha lanciato la sua applicazione ufficiale per Blackberry. Sono scelte che hanno preoccupato gli sviluppatori. Perché, adesso, portano un cambiamento nel confine tra la piattaforma e l’attività di chi propone un’applicazione. Twitter ha bisogno di crescere e trovare canali di reddito. Finora ha ottenuto 25 milioni di dollari da Google e Microsoft per l’integrazione con i motori di ricerca. Ma per la pubblicità restano ancora nodi irrisolti. La conferenza Chirp potrebbe rivelare progetti interessanti per lo sviluppo di ulteriori fonti di guadagno.
(image credits: chirp)