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Facebook anima il dibattito sulla privacy online

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Sale l’onda delle proteste per le impostazioni di privacy scelte da Facebook. Da tempo il social network spinge per aumentare il perimetro delle informazioni pubbliche di ogni profilo disponibili sul web. Tanto da aver sollevato un acceso dibattito online. Danah Boyd, ricercatrice formatasi all’università di Berkeley, ricorda un’osservazione di Jeff Jarvis: nei social network “si confonde un pubblico, ma con il pubblico”. E spiega che spesso i teenager non sono consapevoli dei limiti tra le informazioni pubbliche o private che scrivono negli aggiornamenti. Ma perdersi nelle opzioni granulari di Facebook non è difficile, come mostra un grafico del New York Times. Non aiuta Mark Zuckerberg, fondatore del social network: Silicon Alley Insider ha pubblicato uno scambio di messaggi con un amico, durante gli anni del college. E Zuckerberg è impietoso verso chi ha affidato le sue informazioni al social network. Di fatto, Facebook deve gestire una mole di dati impressionante: quattro miliardi di foto arrivano ogni mesi negli archivi online. E per ogni album di immagini è possibile scegliere differenti opzioni di privacy. Anzi, Openbook mostra quanto sia facile scovare informazioni personali all’interno degli aggiornamenti dei profili personali pubblici. In Italia è iniziata la discussione su una bozza per un codice di regolamentazione diretto ai fornitori di servizi web e di accesso a internet. E sono state anche le discussioni generate da gruppi su Facebook (frequentato da più di 15 milioni di italiani) a portare il dossier privacy sul tavolo del ministero dell’Interno. Nelle prossime settimane la bozza sarà esaminata in dettaglio dagli operatori del settore: prevede che i fornitori di servizi internet possano rimuovere i contenuti illeciti senza attendere l’intervento dell’autorità giudiziaria. Secondo le analisi di Search Engine Land, la percentuale di crescita degli utenti attivi potrebbe essere diminuita fino al 50% (a 13 milioni di nuovi iscritti al mese). Le inserzioni pubblicitarie sulle pagine del social network, comunque, sono in rapido aumento: Facebook ogni mese pubblica 50 miliardi di banner ads.

(image credits: Openbook)

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