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Google: ecco come dividiamo i ricavi di Adsense

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Google si muove verso la trasparenza sulla condivisione dei ricavi generati dalla piattaforma pubblicitaria Adsense. L’azienda di Mountain View, in un post, dichiara che il 63% del fatturato di Adsense è destinato ai partner che pubblicano le inserzioni sul loro sito web: una quota che, sottolinea Google, è rimasta invariata dal 2003, quando è iniziato il programma di revenue share. Per le inserzioni associate con le ricerche online, la percentuale è del 53%. La voce “Adsense” è un contributo fondamentale al fatturato della società fondata da Sergej Brin e Larry Page, due ex studenti di Stanford. E, negli ultimi quattro mesi del 2009, gli incassi sono aumentati del 17% rispetto all’anno precedente. Da tempo i grandi network editoriali chiedono maggiore trasparenza sul revenue share di Adsense: di recente, anche un accordo con le case editrici italiane (su sollecitazione dell’Antitrust) aveva sottolineato l’impegno di Google a rendere più chiare le quote destinate ai partner. Dal 2003 il network pubblicitario di Google ha abilitato un’economia per i contenuti online: è diventato una piattaforma automatica e globale per la raccolta e la distribuzione delle inserzioni commerciali. Dove informazione e comunicazioni sono unite, in spazi distinti, nella pagina dei risultati offerta dal motore di ricerca. Ma negli ultimi mesi sono aumentate le pressioni delle autorità antitrust. Tanto che Google ha pubblicato un report per dimostrare l’impatto del suo ecosistema sull’economia degli Stati Uniti: il colosso di Mountain View genera 54 miliardi dollari l’anno. Una cifra che include raccolta pubblicitaria, posti di lavoro, indotto. E sulla California, cuore dell’innovazione hitech e territorio della Silicon Valley, piovono 14 miliardi di dollari. Lo studio è destinato anche alle piccole e medie imprese: cresce l’attenzione per la competizione con Facebook e twitter nelle inserzioni commerciali. Alla ricerca di un pubblico frammentato in nicchie e diffuso capillarmente sul territorio. Proprio un’audience che i social network hanno dimostrato di saper raggiungere in modo rapido.

(photo credits: flickr)

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