
Il passaparola online è influenzato dalla piattaforma. Gli argomenti di conversazione interessano community abituate a frequentare spazi online precisi. Le notizie di tecnologia hanno successo su twitter, dove circolano in gran volume e raggiungono spesso la vetta delle classifiche tra i messaggi più condivisi da gli utenti (”retweetati”). La politica, invece conquista blog e YouTube: se primi sono spesso un luogo di analisi e di commenti, il sito di videosharing è un palcoscenico che sembra un prolungamento dei salotti televisivi, con star e opinionisti. Ma le differenze sono più profonde, come mostra una ricerca del Pew Institute sulle abitudini del pubblico connesso online. Che mostrano il legame tra attenzione, discussione online e design dell’interazione tra gli spazi pubblici e privati del web. Come è noto, i blogger si affidano alle fonti tradizionali d’informazione: il 99% dei link a notizie (che spesso sono l’alimento principale per i blog d’opinione più letti) arrivano da quotidiani e network d’informazione. Di fatto, rappresentano il punto di partenza per i post. Anzi, negli Stati Uniti quattro testate (Bbc, Cnn, Washington Post, New York Times) richiamano otto link su dieci da parte dei blogger. Diverso, invece, il comportamento del pubblico di twitter: il 40% dei link (segnalazioni, commenti, retweet) punta a spazi nativi del web, come i post di tecnologia pubblicati da Mashable. La geografia delle discussioni online, dunque, non è uniforme. Ma l’interesse per l’informazione tradizionale è ancora ampio: la metà dei link rimanda comunque ai media arrivati sul web dalla carta, dalla televisione, dalla radio. La politica, poi, da tempo è sbarcata su YouTube. Salgono all’interno della classifica nel sito di videosharing soprattutto i video in grado di richiamare l’interesse di un’audience internazionale.
(image credits: twitter)