
I social network alimentano l’interesse per le applicazioni sugli smartphone. Tanto che nell’ultimo anno sono aumentate del 230% le persone che accedono alla propria rete sociale online, negli Stati Uniti, attraverso un’applicazione. Più che triplicate. I social network diventano uno spazio per ricevere aggiornamenti, condividere idee, segnalare informazioni. È un’esigenza che attraversa alcune tra le principali vetrine di applicazioni: Apple, Android, Blackberry. E tra le reti sociali online vince Facebook, sempre tra i primi due nelle classifica delle applicazioni più utilizzate. Ma cresce l’interesse per le mappe sul web, l’informazione e le condizioni meteorologiche. Anche per i servizi la tendenza è positiva: rispetto all’anno scorso, è in aumento l’accesso ai servizi bancari (113%) e al commercio retail (91%). La crescente diffusione di smartphone diventa un terreno fertile per le applicazioni. I social network catturano l’attenzione del pubblico: sono ambienti all’interno dei quali le persone giocano, segnalano notizie, scambiano opinioni e consigli. E la propria rete di contatti diventa uno dei filtri per le informazioni ricevute, e un punto di partenza per esplorare internet (per esempio, attraverso i link condivisi o le fan page). Come una sorta di lente d’ingrandimento nel flusso continuo di parole e cifre sul web.
Ma come si sviluppa l’economia delle applicazioni? Secondo l’Economist somiglia all’evoluzione del mercato musicale. I tempi di produzione di un microsoftware e di una canzone non sono molto differenti. Il prezzo di vendita su internet è simile. E, sottolinea il settimanale, non è poi così diverso il meccanismo di promozione. Contano la vetrina e il passaparola online per decretare il successo di un brano o una applicazione. Eppure non è ancora chiaro quali siano le dinamiche che portano un pubblico ampio a preferire alcuni microsoftware rispetto ad altri, all’interno di una coda lunghissima dove ogni categoria è molto frammentata. Hanno accesso alla piattaforma grandi aziende e sviluppatori indipendenti. Soprattutto, evidenzia l’Economist, se l’interfaccia e l’ecosistema iTunes hanno convinto le persone ad acquistare musica, la piattaforma delle applicazioni sembra destinata a gestire l’accesso per i contenuti a pagamento. Il valore della “apps economy” è stato stimato da Juniper Research intorno ai 10 miliardi di euro per l’anno scorso. Ma nei prossimi cinque anni potrebbe triplicare.