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Facebook, l’effetto privacy non c’è. Anzi, crescono gli utenti

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Per Facebook sono settimane intense, al centro di un dibattito che solo ora sembra attenuarsi. Prima sono arrivate le critiche per aver diminuito il controllo sulla privacy per gli utenti. Per giorni Mark Zuckerberg, fondatore del social network, non ha ascoltato la voce di protesta del pubblico. Nel frattempo gruppi di utenti e associazioni per la tutela dei consumatori si sono organizzati e hanno lanciato iniziative per mostrare le falle nella tutela dei dati personali. Poi, è arrivata la risposta di Zuckerberg. Ha annunciato un pannello di controllo semplificato per gestire la privacy. E ha presentato le sue scuse. Eppure il botta e risposta online non sembra aver influenzato i comportamenti del pubblico. Al “Quit Facebook day, una giornata lanciata per l’esodo di massa dal social network, hanno risposto in 35mila. Pochissimi. E le ultime statistiche sugli utenti mostrano che Facebook continua a crescere: non ha risentito della tempesta mediatica che ha occupato le discussioni online delle ultime settimane. Negli Stati Uniti, per esempio, sono aumentati i visitatori unici: prosegue, invece, la perdita di pubblico per MySpace. Su scala globale i dati sono ancora più interessanti. Secondo Compete, tra marzo e aprile il social network avrebbe superato la soglia di 500 milioni di utenti, con un guadagno di 33 milioni di visitatori unici. Tutti, insomma, sono concordi nell’osservare una crescita di Facebook. E danno ragione a Zuckerberg quando ha dichiarato che gli abbandoni erano irrilevanti. Non è la prima volta che la rete sociale online affronta polemiche sulle impostazioni per la gestione della privacy per gli utenti. Eppure il dibattito non sembra sfiorare l’immensa platea del social network. Che, invece, ha dimostrato di essere in grado di attivarsi rapidamente su un’ampia gamma di argomenti, come politica, cultura, ambiente.

(credits: Privacydefender)

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