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YouTube e la coda lunga del videosharing

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YouTube resta la piattaforma di video più vista online: sono 13 miliardi i filmati guardati sul sito di videosharing fondato 5 anni fa da Steve Chen e Chad Hurley. Secondo le rilevazioni di ComScore per gli Stati Uniti, da sola raccoglie il 43% dei video: gli spettatori si fermano per vedere clip musicali, trailer dei film, spezzoni delle trasmissioni televisive, montaggi originali prodotti dagli utenti. Vince una sorta di blob 2.0: l’accessibilità delle tecnologie per il remix dei video e per la registrazione delle trasmissioni dei network ha abilitato la possibilità per gli appassionati di archiviare, modificare, pubblicare e distribuire filmati. Su scala globale. Intanto emergono servizi per le traduzioni volontarie o per i sottotitoli: una schiera di persone dona ore di tempo per rendere disponibili nella lingua locale alcuni filmati. Nella classifica di ComScore, al secondo posto resta Hulu, il progetto lanciato dall’alleanza tra i network televisivi Fox (del gruppo News Copr di Rupert Murdoch), Nbc e Abc: è dedicato soprattutto ai programmi e alle fiction trasmesse negli Stati Uniti (ed è accessibile solo dagli Usa). Sono 960 mila i video visti e raggiungono il 3,2% dei filmati sul web. I siti Microsoft arrivano al 2,1%. E gli altri non superano l’1%, come Yahoo e Vevo. La durata media di un video è di 4,4 minuti. Ma dal punto di vista delle platee online, invece, diventa evidente l’ascesa di Facebook: è il quinto spazio sul web per utenti unici interessati ai filmati online, subito dietro Google, Yahoo, Fox e Vevo. Cresce il ruolo del social network come luogo per guardare video su internet, in simbiosi con YouTube. La scalata verso la cima della classifica per Vevo, invece, è stata rapida: la piattaforma è arrivata sul web a dicembre 2009, è dedicata alla musica e i principali investitori sono Sony, Universal e Abu Dhabi Media Company. L’infrastruttura tecnologica è fornita da YouTube.

(image credits: ComScore)

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