
Duello tra Google e Facebook per l’India. La posta in gioco è l’attenzione del pubblico online nella seconda nazione più grande del mondo. E, a differenza della Cina, i giovani nelle principali città parlano inglese. La società di Mountain View parte da una posizione di vantaggio: ha un social network, Orkut, che è stato tra i primi ad arrivare online, ma non è mai decollato, soprattutto in Occidente. Tanto che ormai resta confinato in due Stati, Brasile e India. Ma Facebook avanza: secondo Techcrunch a maggio gli utenti unici sono stati 18 milioni. La differenza con Orkut è di 1,7 milioni. A Mountain View, però, non sono rimasti a guardare. Studiano un social network per contrastare Facebook: il nome provvisorio è Google.Me. In questo momento una rimonta sembra difficile. Sei anni fa con 500mila dollari di investimento Mark Zuckerberg ha iniziato la sua avventura. Anno dopo anno è arrivato a 500 milioni di utenti attivi. È una rete sociale che attraversa confini culturali, politici, religiosi. Ed è ai vertici delle classifiche per il traffico online in quasi tutte le nazioni del mondo. Un’impresa simile prima era riuscita unicamente a Google. Che, però, non ha mai avuto molto successo con le piattaforme “social”. Prima il flop di Orkut. Poi l’acquisto di Dodgeball, un social network legato al territorio (lanciato dal fondatore di Foursquare, Dennis Crowley) nel 2005, forse in anticipo sui tempi, e abbandonato l’anno scorso. In seguito la gara con twitter: Google aveva comprato nel 2007 jaiku, un microblog che non ha incontrato il favore del pubblico. E poi l’esperimento di Buzz, il social network integrato con il servizio di posta elettronica Gmail. Una grande campagna pubblicitaria, poi le proteste degli utenti per la difficoltà di gestire la privacy in uno spazio dove personale e pubblico sono a pochi passi: non è difficile per chi trascorre ore su internet, ma addentrarsi tra le opzioni diventa più complesso per un utente medio che si limita a pochi minuti e non è interessato a comprendere i meccanismi per controllare la riservatezza dei dati personali.
Eppure la partita tra Google e Facebook prosegue su altri territori. La settimana scorsa la società di Mountain View ha acquistato per 700 milioni di dollari “cash” Ita Software, un’azienda specializzata nella ricerca di dati dei voli aerei. È un passo in avanti per servizi in grado di rispondere alle richieste di chi deve organizzare un viaggio. Il social network di Mark Zukcerberg ha risposto poco dopo: ha comprato NextStop, uno spazio per la condivisione di consigli tra gli utenti. Che dal primo settembre chiude. E sarà inglobato da Facebook. La posta in gioco è il mercato globale dei viaggi online. Da un lato il motore di ricerca più utilizzato. Dall’altro il social network più frequentato. Il match è agli inizi.
(image credits: ComScore)