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Steve Jobs e la lente d’ingrandimento dei social media

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Cosa succede quando un leader carismatico dell’hitech affronta le proteste sui social network, da Facebook a twitter? Steve Jobs è l’anima di Apple. E per difendere iPhone è intervenuto sul palco di fronte a un pubblico scettico. Ha snocciolato cifre: l’1,7% degli smarthphone è stato riportato indietro, contro il 6% dell’iPhone 3GS. E poi ha proposto una soluzione: la custodia gratuita per evitare il contatto della mano con l’antenna. Il dilagare di proteste online, sostenute dalle perplessità di alcune riviste di consumatori, era terreno fertile per una class action milionaria negli Stati Uniti. Ogni azione, tono e sguardo del cofondatore dell’azienda di Cupertino è stato setacciato e valutato nei social media.
Il legame tra Jobs e la comunità di Apple è profondo. Non sono pochi i “dittatori benevolenti” che hanno dato slancio alle iniziative nel mondo hitech, in un interscambio continuo tra democrazia e gerarchia. Ma adesso Jobs deve misurarsi con il pubblico connesso dei social network e con le discussioni in tempo reale. La platea è più ampia e risponde subito. Dubbi, proteste e critiche si moltiplicano ora dopo ora e rimbalzano negli spazi del web. Hanno effetti concreti. A poche ore dal lancio gli utenti hanno rilevato la caduta improvvisa delle conversazioni. Apple prima ha minimizzato, poi ha ammesso. Il tallone d’achille di iphone è diventato in alcuni giorni “Antennagate”, una storia che si è sviluppata tra mezze verità, colpi di scena e smentite. E sono trascorse settimane. In seguito ha proposto un aggiornamento software. Ma, di nuovo, i dubbi su internet si sono moltiplicati.  Sono iniziate indagini da parte di giornalisti e associazioni: le inchieste non sono limitate all’editoria specializzata.
Eppure, dopo l’intervento di Jobs, sembra che le proteste si siano placate. I social media accelerano i tempi e moltiplicano gli spazi delle conversazioni. Ogni azione viene analizzata alla lente d’ingrandimento. E anche per Jobs non sembra esserci eccezione.

(image credits: twitter)

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