Cos'è la refrigerazione industriale e come avviene? Alcune informazioni utili

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Dalla conservazione dei cibi a tante altre applicazioni: ecco a cosa serve la refrigerazione industriale?

Parlando di refrigerazione industriale si fa riferimento ad un campo molto vasto dove la bassa temperatura è l’elemento portante di tutta la grande e fredda struttura. Infatti, dalla ristorazione si passa agli impianti chimici e ai laboratori dove le basse temperature sono la necessaria condizione per lo sviluppo di ben precisi processi.

Sicuramente il settore della ristorazione e della conservazione dei cibi è quello più conosciuto e che permette di affrontare al meglio il tema della refrigerazione industriale. Attenzione a non scendere troppo: oltre i -60 gradi si congelano le porte di questo mondo e si apre una distesa di ghiaccio conosciuta con il nome di criogenia (dai -60/70° in poi).

Soffermandoci sulla refrigerazione industriale legata ai prodotti alimentari ci si chiede quali siano i vantaggi derivanti da tale processo. Tutto ruota attorno alla qualità del cibo, nel senso che a temperature molto basse la qualità resta immutata e la sua durata viene aumentata notevolmente. Solo refrigerando con procedure specifiche e rigorose è possibile mantenere alti gli standard di sicurezza e igiene.

In via più generale, la refrigerazione industriale è necessaria per raffreddare determinati elementi (la temperatura è impostata su standard specifici dettati per ogni singolo prodotto) sia alimentari che farmaceutici o altro. Tutto questo è ottenuto grazie all’azione di potenti machine, che riprendono il normale funzionamento del classico congelatore di casa, ma operano per assicurare una conservazione perfetta di qualsiasi elemento. È importantissimo non sbagliare neanche di un grado la temperatura di conservazione.

Apriamo una piccola parentesi: congelamento e refrigerazione sono sinonimi? Una differenza c’è e non è nemmeno di poco conto. Infatti, un prodotto si definisce refrigerato quando la temperatura delle celle dei sistemi di refrigerazione (sono tantissimi quelli offerti dal mercato di riferimento) consente all’acqua contenuta di rimanere nel suo normale stato liquido. Il congelamento si presenta, invece, come una particolare tecnica di conservazione che porta l’elemento a temperature molto basse, con conseguente solidificazione dell’acqua contenuta. Questo è quanto avviene per gli alimenti, mentre il processo di conservazione per quanto riguarda farmaci o altre sostanze chimiche è molto più complesso e varia in base allo specifico prodotto.

Restando nel campo alimentare la differenza tra refrigerazione e congelamento è molto importante: attraverso il primo processo si ottiene un prolungamento della conservazione degli alimenti a temperature molto fredde, ma che riprendono in modo naturale una particolare conservazione.
Il congelamento (prodotti surgelati) prevede temperature molto più basse della normale refrigerazione, che si attesta tra gli 0 e i 5 gradi. Sicuramente la conservazione sarà molto più lunga con il processo di congelamento, ma i cibi saranno meglio conservati con la refrigerazione che va solo a rallentare le reazioni biochimiche degli stessi, senza bloccarle del tutto.

Quindi, la refrigerazione è un processo ampiamente utilizzato nell’industria alimentare, in medicina e in biologia, ma come avviene? Quanto appena detto è possibile grazie ad un ciclo di compressione/espansione.
I sistemi per la refrigerazione industriale sfruttano l’azione di determinati gas che, evaporando, assorbono calore dall’ambiente. I tempi di conservazione vengono così allungati e dal punto di vista industriale sono decisamente maggiori rispetto alla conservazione domestica.

Le macchine per la refrigerazione industriale sono davvero tantissime e si adattano perfettamente a qualsiasi esigenza, ottenendo il massimo risultato in termini di conservazione, che si traducono in sicurezza e igiene massima. Le dimensioni non sono sempre contenute, poiché il sistema di elaborazione, data la grande potenza, necessita di molto spazio. Ma questo dipende dalla tipologia di elemento da conservare e dallo specifico uso. Le applicazioni, come detto, sono molteplici e spaziano dall’immenso settore alimentare a quello farmaceutico, per giungere addirittura, ad esempio, a quello della produzione dei pneumatici.

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