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A cosa servono e come funzionano le macchine utensili: analizziamo le principali tipologie

Prima di passare ad una classificazione delle principali macchine utensili che è possibile trovare sul mercato, è opportuno identificarle con una definizione ben precisa. Per macchina utensile si intende qualsiasi macchina utilizzata in ambito industriale per la lavorazione di particolari materiali, mediante l’asportazione di trucioli, cioè del materiale in eccesso. Sono attrezzature che, avvalendosi del lavoro di speciali utensili, permettono di modificare forma e dimensione di qualsiasi oggetto, indipendentemente dal materiale di cui son fatti.

Per definire una precisa classificazione delle macchine utensili bisogna prendere in considerazione anche il movimento di lavoro delle stesse macchine, cioè il moto relativo del pezzo contro l’utensile. Infatti, il movimento di lavoro del tornio è ben diverso da quello della limatrice o di altre macchine ed è per questo che è importante considerare le modalità in cui una ben definita macchina opera per trasformare uno specifico oggetto.
Non solo: anche il movimento di alimentazione assume un ruolo fondamentale per la classificazione delle macchine utensili. Nello specifico si tratta del movimento di avanzamento, che può essere dato al pezzo da lavorare, ovvero all’utensile, affinché cambi la superficie di lavoro, così da poter utilizzare diverse traiettorie per la trasformazione. In questo modo è possibile trasformare il pezzo, sottoposto all’azione di una specifica macchina, in modo più semplice e, soprattutto, più preciso, potendo contare anche su un gran numero di diverse lavorazioni. Tale movimento di avanzamento può essere continuo oppure discontinuo.

Chiariti questi punti, è possibile cominciare ad entrare con minor timore nel grande mondo delle macchine utensili, per cercare di scoprire quali tra queste macchine sono quelle occupano una posizione di rilievo nel mercato di riferimento.

Le più diffuse macchine utensili sul mercato

Seguendo quanto detto fino a questo momento, per ottenere una precisa classificazione, è possibile distinguere le macchine utensili in base al loro preciso moto di lavoro. In base a tale parametro è possibile affermare che le macchine utensili più diffuse sul mercato sono:
• Torni, trapanatrici, alesatrici e fresatrici, che rientrano nella categoria delle macchine con moto di lavoro rotatorio;
• Piallatrici, limatrici e segatrici, che appartengono alla sottocategoria delle macchine utensili con moto di lavoro rettilineo.

A queste, che sono le più comuni macchine utensili, le quali occupano una grande fetta del mercato di riferimento, se ne aggiungono molte altre, che sono comunque ampiamente utilizzate nel settore industriale. Ecco che le dentatrici, le affilatrici, le lappatrici e le filettatrici vanno a riempire gli spazi vuoti del grande puzzle industriale delle trasformazioni.

Tutte le macchine utensili sul mercato stanno subendo una naturale evoluzione, verso quello che è un nuovo concetto di macchina, tutto declinato alla più alta forma di tecnologia e innovazione. Il mercato è governato dalle leggi dell’evoluzione tecnologica e di conseguenza anche le principali macchine utensili cambiano faccia. La prima figura che spesso si materializza nella mente di chi pensa ad una macchina utensile è sempre quella di un grande tornio, antico, rudimentale. No, la macchina utensile moderna è un vero e proprio mix di differenti tecnologie, che permettono lavorazioni più veloci e precise e che aiutano a sopportare un carico di lavoro sempre maggiore. Veri e propri robot pronti a trasformare con semplicità qualsiasi oggetto, qualsiasi materiale. Non è sbagliato inserire le principali macchine utensili prima citate in quello che il mondo dell’industria 4.0.